Viaggio attraverso i videogame: dove vengono prodotti i titoli più famosi?

A chi si deve il merito della nascita dei videogame più conosciuti di sempre? Dove sono prodotti i titoli più importanti e iconici? Da qualche decennio a questa parte i videogiochi hanno letteralmente stravolto il mercato dell’intrattenimento e oggi risultano essere tra i passatempi preferiti di grandi e piccini. Tutto è partito dagli esperimenti di alcune università americane che intorno alla metà del XX secolo hanno iniziato a valutare l’utilizzo dei computer a scopo ludico. Tuttavia, il vero sviluppo dei videogame si imputa ai cabinati degli anni ’70 che venivano messi a disposizione in spazi pubblici. Da lì a breve sono sorte le prime “console war” che hanno portato rapidamente alla realtà dei videogiochi ad apparire com’è oggi. Tra simulazioni di guerra, rompicapo e giochi mobile, ormai ce n’è per tutti i gusti.


Software house ed editori di videogame

Un editore di videogiochi è una società che si occupa della pubblicazione dei singoli titoli, che in alcuni casi possono essere sviluppati anche in casa. In passato ci si è affidati talvolta persino a piccoli gruppi di sviluppatori per produrre un determinato gioco. Anche “Super Mario Bros.”, ad esempio, ha avuto alle spalle il proprio team specifico. Gli editori finanziano lo sviluppo del videogame, lo pubblicizzano e lo mettono in commercio, collaborando a braccetto con le software house che, di fatto, li creano. Agli editori spettano le decisioni sulle licenze, sulla localizzazione e sul confezionamento del gioco, che di Paese in Paese potrebbe presentare copertine diverse o includere i testi in una lingua piuttosto che in un’altra. Sarebbe facile ipotizzare che i videogame più importanti siano tutti opera del Giappone, dato che ai personaggi più famosi sono stati dedicati spesso e volentieri anche cartoni animati e anime. Nonostante sia effettivamente la Nintendo Co. Ltd. di Kyoto a risultare tra i più imponenti editori del settore, buona parte dei titoli più noti passano per l’America prima di essere distribuiti in giro per il mondo. Si pensi ad esempio a “FIFA”, forse il principale videogioco a tema calcistico oggi in circolazione e prodotto dalla EA Sports, brand di appartenenza dell’Electronic Arts, con sede in California. Anche “Call of Duty”, pubblicato da Activision e sviluppato da Sledgehammer Games, “parla” americano. Va da sé che nemmeno la Disney, da anni affermata nel campo dei videogiochi, non sia giapponese. Al Sol Levante si devono colossi come i Pokémon, ideati dalla Game Freaks e marchiati Nintendo. Alle volte basta una sola carta vincente per dominare il mercato senza soluzione di continuità: prima dell’avvento dei mostriciattoli tascabili sul Game Boy, infatti, la Game Freaks aveva prodotto poco o nulla, eppure è riuscita a mettere in piedi il merchandising più longevo di sempre della storia dei videogiochi.


La gestione del mercato dei videogame

Gli editori tengono sotto controllo vari parametri, tra cui il volume delle vendite annuali e persino la valutazione media delle recensioni specializzate. Dato che la quasi totalità dei videogiochi nasce in Asia o negli Stati Uniti, i gamer europei riescono a mettere le mani su certi titoli solo in un secondo momento. Già negli anni ’90, in particolare, veniva operato un controllo serrato su console e cartucce, rese appositamente incompatibili con gli omologhi di altre nazioni, così da impedire l’importazione di titoli che sarebbero dovuti uscire su quel mercato diversi mesi più tardi. Oggi l’accessibilità al videogame è diventata molto più immediata: non c’è nemmeno più bisogno di recarsi in un negozio apposito per acquistare la copia fisica di un gioco, ma è sufficiente scaricare lo stesso sugli store digitali delle più recenti console.


Videogame e slot: un connubio che dura da anni

Anche alcune delle comuni app che vengono utilizzate giornalmente sugli smartphone sono paragonabili a dei videogame. Come si può evincere scorrendo una guida in rete sui codici bonus netbet disponibili online, anche alcuni giochi tipici delle sale giochi fisiche sono ormai diventati digitali e si possono giocare a distanza con persone in carne ed ossa o contro un computer animato da intelligenza artificiale. A rappresentare il materiale primario per i palinsesti delle piattaforme di questo tipo sono però le slot machine, che un tempo si presentavano sotto forma di cabinati nei bar e da oltre un decennio sono prevalentemente digitali. Le slot si compongono di rulli e simboli che permettono l’erogazione di premi quando combinati nella maniera indicata. Queste attrazioni possono toccare svariati argomenti, dallo sport al cinema, ma soprattutto sono collegate direttamente con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che vigila sulle vincite e scongiura la manomissione dei software. Per certi versi, il funzionamento di alcune slot ricorda proprio quello dei videogiochi, in particolare del genere “puzzle game”.

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Dal 2010 cerco di “far volare” sul web la mia passione per i viaggi. Ho vissuto in Australia, ho visitato tutto il Sud-Est Asiatico, ho attraversato l'intero Vietnam in moto per consegnare libri ai bimbi degli orfanotrofi, ho visto innumerevoli volte l'Aurora Boreale in Islanda. Nel 2019 ho fondato SiVola, il primo tour operator creato da travel blogger.