Forse ti sarà capitata di leggerla la storia di quell’italiano che, a New York per lavoro, si è ritrovato in un ospedale della Grande Mela con una diagnosi di reflusso gastroesofageo e con 900 dollari in meno sul conto corrente. Novecento che sarebbero stati poi 1.400, se un amico non avesse trattato con l’amministrazione dell’ospedale. Il motivo? Quel ragazzo, un’assicurazione medica, non l’aveva mai stipulata. E si è trovato a pagare a caro prezzo l’errore.

E non pensate che sia un caso isolato: anche ai turisti può capitare di non sentirsi bene mentre si è negli Stati Uniti, o in qualsiasi altro Paese, e di vedersi rovinata così la vacanza. Se non per la diagnosi, che il più delle volte rivela un problema di poco conto, sicuramente per la spesa. Per questo motivo, ci sentiamo di consigliartelo: non viaggiare mai senza un’assicurazione medica. Non pensarci proprio.

 

 

Stipulare un’assicurazione medica di viaggio come SafetyWing è l’unica soluzione per evitare brutte sorprese. E per non trasformare in un incubo una vacanza da sogno. Perché? Perché non tutela solamente la salute del viaggiatore, ma il viaggio in sé: motivo per cui è adatta a tutti, ai turisti come ai nomadi digitali. E perché solamente stipulando un’assicurazione si ha la certezza di non incorrere in spese (talvolta davvero elevate) in caso di infortunio o di malattia mentre ci si trova in un Paese straniero, in caso di smarrimento del bagaglio, di rientro forzato nel proprio Paese d’origine o di annullamento della vacanza per cause di diverso tipo.

Non esiste viaggio in cui si possa pensare di non stipulare un’assicurazione. Se è quasi scontata la sua “obbligatorietà” in caso di viaggi medio/lunghi, di soggiorni in Paesi considerati a rischio sanitario, di vacanze in Paesi in cui l’assistenza sanitaria non è gratuita (come ad esempio gli Stati Uniti) o in cui è obbligatoria (come la Russia), il nostro consiglia è di stipularla sempre. Viaggi in Europa compresi. Perché? Perché la Tessera Europea di Assicurazione Malattia non copre gli inconvenienti di viaggio come lo smarrimento del bagaglio, ma neppure spese onerose come le operazioni di salvataggio, il rientro anticipato o il rimpatrio. Motivo per cui è fondamentale non lasciarsi tentare (solo) da un prezzo basso, ma scegliere un’assicurazione completa come SafetyWing, che copra tutte le spese mediche e tutti gli inconvenienti che in un viaggio possono capitare. Quanto dura la copertura? Può anche durare per sempre, senza limiti! Si rinnova ogni 4 settimane, fino a che non deciderete di farne a meno. L’unico limite? L’età massima considerata è di 69 anni.

Ed è, questa, una polizza davvero completa. La preferita dai nomadi digitali. Copre infatti:

  • infortuni e malattie mentre ci si trova all’estero, visite mediche, ricoveri ospedalieri, esami e l’acquisto dei farmaci prescritti
  • evacuazioni mediche (eseguita in situazioni di emergenza, laddove vi siano fattori di pericolo ambientale o sanitario che possano mettere in pericolo la vita delle persone)
  • ritardi nei mezzi di trasporto
  • smarrimento dei bagagli
  • incidenti
  • infortuni incorsi durante lo svolgimento di attività sportive (purché non si sia atleti professionisti)

Se poi, durante il periodo di durata della polizza, ci si dovesse trovare brevemente nel proprio Paese d’origine, SafetyWing offre una copertura parziale di 30 giorni ogni 90 (di 15 se si è statunitensi), a patto che gli eventuali esami / visite / ricoveri siano incidentali e non si sia tornati a casa appositamente per farli.

Qual è il costo della polizza? 36.96 dollari ogni 4 settimane, 67.76 dollari se ci si reca negli Stati Uniti. Un costo tutto sommato contenuto, ma che può salvarti – se non la vita – perlomeno il conto corrente. Parola di viaggiatore.

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