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Viaggiare non è prendere un aereo e andare dall'altra parte del mondo

“C’era una volta in un Terra lontana un ragazzo che scoprì la vera magia di un sorriso..”

E’ proprio così che potrei iniziare questo post. Non vi parlero’ di spiagge paradisiache, di mari cristallini o di petali di rosa sparsi su un letto, con asciugamani attorcigliati a forma di cigni o coccodrilli. Tutto questo non mi interessa ora, tutto questo non fa parte dell’essenza del viaggio come la vedo io. E allora capita che un solo giorno dopo dal mio ritorno i miei pensieri corrono veloci nella mia mente e li raccolgo tutti sul palmo di una mano come se fossero figurine, pero’ quelle più preziose, quelle che non trovi mai e che quando trovi, le stringi forte al petto come se fossero il trofeo piu’ importante che tu abbia mai vinto.

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La “prima cosa bella” che mi è capitata nella Terra del Sorriso riguarda una signora, conosciuta grazie ad una cartolina del 7Eleven. Strana come cosa vero? Invece tutto si collega e la chiusura del cerchio è qualcosa di stupendo..

La “seconda cosa bella” succede a Samui. Mi sono innamorato di una famiglia intera, della gentilezza della madre, dell’energia di due bimbe e degli occhi pieni di commozione, i miei e i loro.

La “terza cosa bella” capita l’ultimo giorno, a Bangkok. Un pranzo in riva al Chao Praya ed Andrea e Kevin, due splendide persone che da prima conoscevo solo via web (ma che si sono rivelate due delle sorprese più belle che la Thailandia mi potesse regalare) si presentano con un’ospite d’eccezione. Lei è Mint, una splendida bimba thailandese…

Ma di cose belle ne sono capitate davvero una marea. Le cose belle per me sono la vera essenza del viaggio. Non quelle che vedi o che senti, ma che provi. Quelle che ti entrano dentro, che ti porterai con te tutta la tua vita. Sono quelle sensazioni che ti rimangono in testa, che basta chiudere gli occhi per vederle ancora lì, per sentire quel vuoto nello stomaco, quel brivido lungo la schiena. Emozioni che ti portano a spasso per il mondo. Tutto ciò non puo’ essere ripagato da nessuna spiaggia paradisiaca o da nessuna suite di lusso. Quelle sono cose materiali, che possono avere tutti, basta pagare. Nessuno sforzo. E che gusto c’è?

Le vere “cose belle” arrivano così all’improvviso e sono dei privilegi accessibili a tutti ma che solo i più fortunati riescono a cogliere. Non è stata una vacanza, è stato un viaggio di scoperta, un’esperienza, che sicuramente mi ha cambiato e mi ha arricchito. E se ora saro’ giu’ di morale per essere tornato, sono sicuro che questa porta che si chiude servirà soltanto ad aprire un portone enorme verso nuovi orizzonti con un bagaglio d’esperienza più completo rispetto a quando sono partito.

Ma poi.. chi l’ha detto che questa benedetta porta si debba per forza chiudere e non “socchiudere”?
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