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Tokyo o la ami o la odi. E se te ne innamori, non torni più indietro

Tornare da Tokyo? Impossibile!
Se è vero che le distanze sono solo un limite immaginario per chi ha il coraggio di mettersi alla prova, perché non fare un viaggio verso una meta unica nel suo genere?

 

Con quasi 13 milioni e mezzo di abitanti, Tokyo è un’area metropolitana sempre attiva. I suoi 23 quartieri speciali non dormono mai: i mezzi continuano a muoversi fino a notte fonda, i convenience stores rimangono aperti h24, le luci e le insegne intermittenti ti invitano a non andare a dormire e, se punti il naso all’insù, i grattacieli sembrano proteggerti da qualsiasi cosa come dei supereroi.

Al di là degli stereotipi quali manga, anime, sushi, samurai e geisha, a Tokyo troviamo molto di più, se non tutt’altro.

Tra le tante cose belle di Tokyo, sceglierne una in particolare è difficile, ma la quiete delle aree old style e il caos della città moderna costituiscono una dicotomia straordinaria.

Dal tempio di Sensō-ji ad Asakusa, si intravede lo Sky Tree del quartiere di Sumida. Dal famosissimo santuario Meiji, ci si ritrova in un battito di ciglia nella coloratissima Takeshita-dori. Dal tranquillo parco di Ueno, al vicino mercato super affollato di Ameyoko. Tipici izakaya affiancati da multinazionali come McDonald’s. Le rappresentazioni teatrali nō e kabuki se la giocano con i karaoke. Potrei dilungarmi, ma lascio a te che stai leggendo il piacere di scoprire il resto.

Una semplice vacanza non sarà sufficiente per capire a fondo la società giapponese, perciò ti racconto cosa ho imparato io vivendoci per qualche tempo.

In Giappone ti abitui a non soffiare il naso in pubblico, ad aspettare la metro in fila indiana, a toglierti le scarpe per entrare in casa, a posteggiare la bici negli spazi appositi altrimenti un addetto te la porterà via, a non fumare all’aperto, ad indossare la mascherina quando hai il raffreddore o semplicemente hai paura di ammalarti nei mesi freddi e, dulcis in fundo, a scusarti per qualsiasi cosa.

A livello umano, però, puoi imparare due cose che noi non abbiamo più: il rispetto e l’umiltà. E, fidati, quando torni sono due aspetti che ti mancano per davvero, tutto ti sta stretto e tutti ti sembrano sgarbati. In ogni cosa che fai, ascolti, vedi, sperimenti o sbagli, ci sarà sempre una vocina che ti accompagna dicendo: “eh, ma in Giappone …”.

Sensoji Temple
Tokyo la ami o la odi. E se te ne innamori, non torni più indietro.

Tokyo è uno di quei posti in cui la libertà l’assapori sul serio, in cui “la mia libertà finisce dove comincia la vostra” di Martin Luther King è uno stile di vita e non una costrizione. Dove il rispetto, prima che un diritto, è un dovere.

Ecco perché, giunta alla fine del mio breve monologo, con una lacrima di nostalgia, spero di aver contribuito alla tua curiosità e di aver smussato le incertezze che ti separano dal sognare al concederti un periodo nel magnifico Sol Levante.

Giulia Pani

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