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"In Giappone ho guadagnato 1000 euro facendomi toccare i capelli": ecco il video!

Ciao Michael. Presentati. Quanti anni hai? Che scuole e che lavori hai fatto prima di decidere di viaggiare per il mondo?

Sono Michael Petrolini, un ragazzo di Parma di 23 anni. Ho frequentato il Socio Psico Pedagogico per poi iniziare gli studi di sociologia alla Bicocca di Milano. Dopo un anno di studi mi sono reso conto che non vedevo nessun futuro in Italia e quello che doveva essere un viaggio di tre mesi in California, si è trasformato in un viaggio senza fine. Sono stato risucchiato da un vortice che mi trasporta da un paese all’altro, mi lascia stare per qualche mese e dopo torna a riprendermi per portarmi altrove. Ho iniziato spendendo i soldi che mi ero messo da parte nel tempo coi lavoretti che facevo già in Italia: ho lavorato in fabbrica, come speedy pizza, barista e cameriere.

In quali posti nel mondo hai vissuto? Come ti mantenevi?

Ho vissuto in Australia per otto mesi, dove ho lavorato per 4 mesi in una banana farm e 4 mesi in un bar, tutto questo nel Queensland. Poi ho vissuto 6 mesi in Nuova Zelanda all’eta di 17 anni grazie ad uno scambio culturale. Ho girato Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Olanda, Slovenia, Austria e sono stato a Mosca.

Ho viaggiato in Giappone per tre mesi facendo autostop e couchsurfing, grazie ai quali ho ammortizzato le spese. Prima di venire in Vietnam (mi trovo qui ora). Sono stato un mese e mezzo in Taiwan, girandolo sempre da nord a sud insieme a dei ragazzi taiwanese che ho conosciuto in Australia.

Ogni anno lavoro tre mesi in America (ma lo stato americano non lo sa), con i soldi che guadagno riesco a pagarmi i viaggi durante l’anno, in più sono molto economico, bado sempre alle spese e cerco sempre di viaggiare in paesi economici, come il sud est asiatico.

Ho girato tutta la west coast e la east coast americana e ho girato le Hawaii per un mese e Indonesia per un mese.

Come mai questa scelta di vivere da backpackers?

Non saprei perfettamente dare una risposta a questa domanda, perché non lo so neanche io con esattezza. So che la monotonia non è la mia migliore amica e che non vado d’accordo con la vita ordinaria. Sono curioso di sapere cosa c’è al di fuori delle quattro mura nelle quali ero abituato a stare, scoprendo un mondo enorme.

Da quanto sei a Taiwan? Quanto tempo hai intenzione di starci?

Sono già andato via dal Taiwan, ci sono stato per un mese e mezzo, ora mi trovo in Vietnam. Sto facendo un giro in moto e starò qua per circa un mese e mezzo.

La tua prossima meta? E perchè questa scelta?

Prossima meta Cambogia, forse. Perché il Vietnam è molto interessante, ma manca un po’ di cultura e tradizioni. In più la Cambogia è attaccata al Vietnam, quindi è una facile metà.

Quante lingue conosci?

Solo due: italiano e inglese.

In Australia quanto sei rimasto e cosa ti è piaciuto di più?

Sono rimasto circa 9 mesi. Penso che la Sunshine Coast (dove ho fatto il barista), sia stata la mia zona preferita.

Hai mantenuto contatti con le persone incontrate in giro per il mondo?

Sì. Mantengo sempre contatti con le persone con cui lego di più. In questo modo li posso andare a trovare, cosa che sto facendo. Più persone si conosce in giro, più contatti e posti da visitare avrai. E’ anche più economico perché la maggior parte delle volte sono ospitato.

Per girare il mondo servono tanti soldi: puoi sfatare questo mito?

Più che i soldi serve tanta forza di volontà, sia per risparmiarli sia per non spenderli in cose inutili. Io lavoro, non viaggio e basta. Come dicevo prima, per tre mesi all’anno mi fermo e lavoro 10 ore al giorno, 7 giorni a settimana. Gli unici giorni che non lavoro sono Natale e capodanno. Non ho spese, cibo e alloggio sono pagati dai proprietari della farm. Vivo e lavoro nello stesso posto senza mai uscire dalla proprietà. Spengo il cervello per tre mesi per poi riaccenderlo a fine stagione e naturalmente ripartire. Ovvio che un po’ di soldoni servono, ma meno di quelli che si pensa. Se si viaggia in paesi come il Vietnam, con mille euro ci viaggi più di un mese.

Come ti sei organizzato con trasporti e posti dove alloggiare durante i tuoi viaggi?

Mi organizzo sempre all’ultimo. In realtà non so mai dove andrò a dormire. Improvviso e vedo che soluzioni trovo al momento. Altrimenti che divertimento c’è? Per quanto riguarda i trasporti dipende dai paesi, ora sono in moto e ho intenzione di viaggiare in moto per un bel po’.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere un’esperienza come la tua?

Umiltà, adattamento e responsabilità sono essenziali. In realtà viaggiare è un enigma, aperta una porta ci si ritrova davanti ad un portone. Il trucco sta nel capire che tipo di persona si è. Bisogna imparare a conoscere se stessi per stare meglio con gli altri, quando si capisce questo pian piano le porte si aprono sempre più velocemente. Lavorare, risparmiare, viaggiare e poi ripetere da capo.

Tre cose che ti hanno stupito della vita da backpackers in Asia e tre che non ti sono piaciute.

L’umiltà, la generosità e la cordialità delle persone. Se posso aggiungerne una quarta, l’ammirazione che hanno per noi occidentali.

Quelle che non mi sono piaciute? Dipende dai paesi: in Giappone il fatto che non si riesce a capire quello che pensano veramente i giapponesi, in Vietnam la mancanza di una cultura predominante e in Indonesia, il fatto che cercano sempre di imbrogliare e rubarti soldi (sono stato solo a Bali, non saprei nel resto dell’Indonesia, non vorrei generalizzare).

Una cosa da non perdere assolutamente per chi sta venendo in vacanza in Giappone?

Hokkaido, l’isola del nord del Giappone. Qui la gente è molto più solare, serena e tranquilla. La vita è più rilassata e la gente per strada non fa altro che salutarti e aiutarti nel momento del bisogno. Poi dal punto di vista naturalistico non è affatto male. Per chi amasse la neve, non può di certo perdersi uno dei festival di neve più grossi al mondo che si trova a Sapporo. Anche sciare mi hanno detto che è una meraviglia.

In questo video ci spieghi come sei riuscito a guadagnare più di 1000 euro facendoti toccare i capelli in Giappone. Ci spieghi cos’era e com’è nata questa idea?

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Quest’idea è nata per scherzo. La mia ex ragazza, che è taiwanese, non faceva altro che toccarmi i capelli come antistress. Avendo i cosidetti capelli afro, se me li cotono diventano sofficissimi. Un giorno mi disse: “pagherei per poterteli toccare tutto il giorno”. Così ho voluto fare una prova in Giappone ed ha funzionato bene. Ho voluto sfruttare una differenza somatica per ricavarne un guadagno. Ho fatto quasi 1200 euro in quattro mesi tra Giappone e Taiwan.

Progetti futuri?

Per ora vorrei imparare a diventare un bravo videocamere per poi riuscire a fare dei video-documentari in giro per il mondo e naturalmente… Viaggiare!

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