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Il turismo del futuro? Nei Paradisi di Vietnam e Cambogia

A volte basta nulla per cambiare il futuro di un Paese, di un luogo, di una spiaggia…

Pensiamo ad esempio a cosa è successo in Thailandia. Nel 1999 esce la pellicola di Danny Boyle, The Beach, con protagonista Leonardo Di Caprio. Il film, paradossalmente, parlava di una comunità di viaggiatori trasferitasi in quel luogo segreto, per difendere questo Paradiso naturale. Il boom e il successo di quel film trasformarono questo luogo incontaminato in una meta di turismo selvaggio. Stiamo parlando della spiaggia thailandese di Maya Bay.

Ma quali sono le mete del futuro?

Due su tutte secondo una ricerca di Mother Nature Network: Vietnam e Cambogia. Esistono Paradisi del Sud Est Asiatico ancora in parte inesplorati. Un po’ come successo negli ultimi decenni in Thailandia, uno degli ultimi esempi lampanti è Koh Phangan, meta di migliaia di turisti soltanto da qualche anno. E’ rimasta ancora naturalmente intatta, tra spiagge paradisiache e giungla. Rispetto al resto della Thailandia ancora poche strade sono battute e l’invasione del cemento con hotel e residence non ha ancora preso piede. Rispetto alla vicina Samui, Phangan ha un aspetto più selvaggio ed è per questo che è meta simbolo dei backpackers, i cosiddetti viaggiatori zaino in spalla.

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Vietnam

Questo Paese è formato da più di 2.000 isole, alcune completamente disabitate. Ci sono località che si sono già affacciate al turismo e dispongono di sistemazioni alberghiere o simili, altre ospitano solamente villaggi di pescatori, altre ancora sono paradisi completamente abbandonati alla natura stessa. Sicuramente tra le località e i luoghi più noti al turismo internazionale quando si parla di Vietnam, non si può non pensare ad Halong Bay, uno dei patrimoni UNESCO. E’ a 160 km dalla capitale Hanoi e non è lontana dal confine cinese ed è “popolata” da isolette e grotte calcaree. La più famosa di queste è Hang Đầu Gỗ anche conosciuta come Grotte des Merveilles. 

Halong Bay

 Il Vietnam si caratterizza anche per le spiagge bianche e infinite. L’isola più grande e turisticamente più popolare è quella di Phú Quốc. Il turismo in questa zona è cresciuto tanto che nel 2011 sono stati completati i lavori per la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale che può ospitare fino a 2 milioni di passeggeri l’anno.

Phu Quoc

Possiamo trovare poi l’isola di Ly Son, un’isola ancora incontaminata, popolata da pescatori con il culto delle balene, da fonti termali ma anche conosciuta per i genuini sapori di aglio e cipolle coltivati in questa zona.

Ly Son Island

Preparate i vostri zaini e partite all’avventura. Trasformatevi in backpacker, si sbarca a Binh Ba. Organizzatevi con tende o chiedete ospitalità ai pescatori locali. Non esistono strutture turistiche in quest’isola che vista dal cielo sembra un puntino in mezzo all’acqua cristallina.

Binh Ba
Cambogia

Questo Paese ha avuto un vistoso incremento del turismo negli ultimi anni, che è una delle fonti primarie dell’economia, arrivando e superando di gran lunga i 2 milioni di turisti in un anno. Le zone più visitate sono Siem Reap, dove si trova il sito di Angkor e Phnom Penh. La crisi occidentale ha così attirato gli interessi di molti investitori stranieri che non hanno perso tempo per creare il loro business in questo Paese in crescita. Possiamo quindi trovare isole private trasformati in Resort, come Song Saa, dove l’unico modo per poterci stare è soggiornare in questo resort di lusso.

Song Saa Resort

 

C’è poi un’isola che si chiama Koh Rong Samloem, che tradotto significa “mezza addormentata”, proprio a spiegare la tranquillità nella quale è immersa, lontana dai circuiti turistici che invece invadono le altre località del Golfo di Thailandia. Esiste qualche bungalow e l’isola offre ottimi spunti per i fanatici d’immersioni e snorkeling.

Koh Rong Samloem
E quindi, preparate uno zaino, un costume e un po’ di crema solare, tutto il resto non serve. Si parte!

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