Ecco come sarà viaggiare in aereo dopo il coronavirus


Nuovi controlli per tutelare la salute dei passeggeri e dei lavoratori porteranno ad una rivoluzione: saranno molti i cambiamenti per chi viaggia in aereo.

La limitazione degli spostamenti e la chiusura delle frontiere per i viaggi dei turisti hanno ridotto drasticamente l’operatività dei voli commerciali e ad oggi il blocco dei viaggi non essenziali nei Paesi dell’area Schengen è valido fino al 15 maggio, provocando danni a decine di compagnie aeree che ora rischiano la bancarotta e altrettante che saranno invece obbligate a dei tagli del personale.


Viaggi in aereo e coronavirus: 4 ore di controlli prima di imbarcarci

Ad oggi nessuno entra in aeroporto senza un’autocertificazione: le forze di polizia controllano che i viaggiatori abbiano un valido motivo per spostarsi prima indirizzarli al controllo documenti e bagagli.

In queste settimane senza traffico passeggeri gli aeroporti si stanno riorganizzando per farsi trovare pronti alla riapertura totale:

  • cartelli e messaggi di altoparlanti ricorderanno ripetutamente  di rispettare le distanze di sicurezza
  • saranno obbligatori i termoscanner per individuare i passeggeri, in arrivo e in partenza, che viaggiano con un temperatura corporea superiore ai 37,5°C
  • ai controlli di sicurezza il controllo manuale verrà effettuato soltanto di spalle per evitare contatti ravvicinati con il viso del passeggeri

Ad oggi nei voli d’emergenza per i rimpatri si viaggia solo a distanza di un metro l’uno dall’altro e se questa distanza non si può rispettare, ci sono già misure precauzionali alternative, come l’obbligo per i passeggeri di tenere la mascherina per tutto il viaggio (che sarà poi il futuro dei nostri viaggi in aereo), di fargli compilare un modulo in cui certificano di non aver contratto il virus, di misurargli la temperatura già prima della partenza. È così che si viaggia in aereo ai tempi del Covid-19, ma salire a bordo non è affatto scontato, nemmeno per chi ha necessità di farlo.

La compagnia aerea Emirates è stata la prima a effettuare test sierologici e tamponi a tutti i passeggeri in partenza su uno dei suoi voli. La procedura, ritenuta la più sicura per l’individuazione di eventuali infezioni da Coronavirus e, un domani, da altre malattie infettive, potrebbe essere adottata da tutte le compagnie aeree d’ora in avanti.

Il distanziamento sociale sarà uno degli aspetti più importanti da aggiornare: ad oggi il contatto è quasi inevitabile tra un passeggero e l’altro, al desk, al controllo passaporto, al controllo bagagli e ai gate d’imbarco.


Check-in online sarà obbligatorio

Per ridurre i tempi di imbarco potrebbe essere suggerita la presentazione delle autocertificazioni direttamente online e l’obbligo del check-in online per evitare assembramenti. Dovrà essere attuata la revisione dei sistemi di distribuzione dell’aria interni per avvicinarli agli standard ospedalieri e l’imbarco probabilmente avverrà con l’ingresso in aereo un passeggero alla volta.

Agli imbarchi potrebbero essere effettuati tamponi o test sierologici a chi sta partendo. Anche la consegna del bagaglio, stampando la propria etichetta identificativa, potrebbe essere gestita in autonomia come già succede in tanti aeroporti.

Viaggiare in aereo dopo il coronavirus sarà più complicato gestire i controlli di sicurezza, lì dove i vassoi nei quali deponiamo gli oggetti da controllare ai raggi x sono già risultati il luogo più contaminato da batteri del mondo.

Barriere di plexiglass probabilmente saranno poste ovunque per evitare il contatto diretto fra passeggero e addetti vari. Le file al check-in saranno organizzate “a pettine”, con un metro e mezzo di distanza fra le persone

Nel mentre all’aeroporto di Hong Kong oltre a mascherine e controlli di temperatura corporea, si sta provando sperimentando una come nuova procedura anti coronavirus che permette di uccidere batteri e virus dalla pelle e dagli indumenti, senza avere alcuna controindicazione per la salute e riguarda il passaggio attraverso una cabina di sanificazione prima di imbarcarsi.

Ancora tanti dubbi su cosa accadrà a bordo degli aerei, visto che distanziamento sociale sui velivoli non potrà essere sostenibile economicamente e i danni economici di volare con cabine semivuote sarebbero altissimi. La Iata sia è già espressa bocciando il distanziamento ma promuovendo l’obbligo della mascherine per passeggeri e personale di bordo.


Addio ai voli low cost

Per viaggiare in aereo dopo il coronavirus dovremo dimenticare i biglietti a basso prezzo? Probabilmente volare tornerà ad essere, almeno per qualche anno, un modo di viaggiare molto costoso riservato a pochi, com’era una volta.

Secondo Ryanair, regina dei voli low cost, ci vorranno almeno due anni prima che la domanda dei passeggeri torni alla normalità e per far ciò bisognerà trovare un’alternativa al distanziamento sociale sugli aerei perchè con meno posti da vendere, i costi unitari crescerebbero esponenzialmente. Un esempio? Rispetto al 2019, le tariffe aeree crescerebbero tra il 43 e il 54%

Oggi ci si imbarca solo se muniti di autocertificazione, per improrogabili ragioni di lavoro o in caso di necessità assoluta. Dovrà passare ancora del tempo per ritornare alla normalità interrotta bruscamente a inizio marzo. La sensazione è che la ripresa del traffico passeggeri verso destinazioni estere possa iniziare fra novembre e dicembre.


Viaggiare in aereo e coronavirus: la rivoluzione del servizio a bordo

Durante il viaggio dovremo dire addio ai pasti e alle bevande fuori dagli orari prestabiliti, ma sarà consegnato solo un pasto preconfezionato su quelle tratte in cui è previsto, come fa già La Cathay Pacific che consiglia anche di prenotare i pasti online per poi trovare il proprio vassoio sigillato già sulla poltrona una volta imbarcati.

Non saranno più disponibili neppure auricolari, cuscini, coperte e kit di benvenuto: chi vorrà potrà portarseli da casa.

L’igiene richiederà poi interventi drastici. Le maniglie delle toilette saranno poi un altro problema e bisognerà trovare il modo di entrare, chiudere e uscire senza toccarle. Il servizio a bordo sarà così inesistente, a meno che hostess e steward non si proteggano come gli infermieri di un reparto Covid, come già anticipato da Air Asia.


Seguimi anche sui social