EasyJet riparte il 15 Giugno ma senza voli dall’Italia


“Si tratta di un piccolo passo, pianificato con cura, verso un graduale ripristino delle operazioni”.

Riparte così easyJet dal 15 Luglio, con le parole del ceo Johan Lundgren. 

L’idea è quella di tornare progressivamente all’operativo completo, allineandosi all’allentamento delle restrizioni in Europa e al possibile aumento della domanda.

Per adesso, nessun volo di easyJet partirà o arriverà in Italia a Giugno. Resta da capire se l’evoluzione positiva della domanda potrebbe comportare un’aggiunta di nuove tratte sull’Italia nei mesi estivi (Luglio e Agosto) o se, in caso contrario, tutti i voli precedentemente prenotati prima dell’emergenza, saranno cancellati.


Quali sono i voli programmati da easyJet

I primi voli ad essere riprogrammati voleranno principalmente su Gran Bretagna e Francia, in aggiunta a Ginevra, Lisbona, Oporto e Barcellona.

Tra questi in Gran Bretagna troviamo Londra Gatwick, Liverpool, Edimburgo e Belfast International.

Dalla Francia invece decolleranno voli da Parigi Charles de Gaulle, Nizza e Lione. Una rotta internazionale confermata sarà da Gatwick a Nizza, sulla Costa Azzurra.


Le misure di sicurezza a bordo

Tra le novità che riguarderanno le misure di sicurezza, almeno nella prima fase, non sarà previsto il servizio di ristorazione a bordo. Confermata l’obbligatorietà delle mascherine a bordo per passeggeri ed equipaggio.

Il vettore si impegnerà in una disinfezione approfondita dei suoi aeromobili e non mancheranno a bordo salviette disinfettanti e disinfettanti per le mani.

Gli esperti del settore tranquillizzano i passeggeri sulla qualità dell’aria a bordo: “l’aria filtrata sugli aeroplani è più sicura e pulita di quanto molti di noi respirino a terra”.

Anche EasyJet si allinea alle linee guida dell’Ue e della Iata e non bloccherà i posti medi sui suoi aerei.

Il distanziamento andrebbe a colpire le tariffe dei biglietti, rendendo i voli non redditizi in un momento in cui le compagnie aeree sono sotto pressione finanziaria.

L’idea era stata precedentemente respinta anche da Michael O’Leary, ceo di Ryanair, che aveva affermato che sarebbe stato un modo “irrimediabilmente inefficace” per proteggere i passeggeri e che avrebbe significato la morte dei vettori low cost.


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