Capsule hotel anche in Italia: arriva anche a Torino


Capsule hotel, letteralmente “hotel a capsula” (o “hotel capsulare”): ne avete mai sentito parlare?

Tipologia d’alloggio molto diffusa in Giappone, il capsule hotel mette a disposizione di ogni ospite uno spazio di ridotte dimensioni. Per usare un eufemismo. In genere viene scelto da chi ha un budget limitato ma anche da chi, in visita nel Sol Levante, intende fare un’esperienza autentica. A patto di non soffrire di claustrofobia. In genere ciascuna capsula è infatti lunga due metri e larga uno, con un’altezza 1,25 metri: non c’è spazio per la valigia, che viene riposta in un armadio all’interno di una stanza videosorvegliata, e a proteggere la propria privacy c’è solo una tendina (o un vero e proprio portellone).

Foto di Kallerna (Wikimedia)

Non è certo una sistemazione adatta ai lunghi soggiorni, dunque, quella del capsule hotel. Anzi: di norma viena scelta da chi fa scalo o da chi ha diverse ore di coincidenza tra un treno e l’altro (motivo per cui hotel di questo tipo si trovano in prossimità di aeroporti e stazioni ferroviarie). Oppure dai lavoratori che, chiamati a fare gli straordinari, perdono il treno per rientrare a casa.

L’idea di trascorrere la notte in un capsule hotel vi tenta? Sappiate che, ora, non vi servirà più volare sino in Giappone.

Ostelzzz: la rivoluzione (a capsule) dell’ostello

È arrivato anche in Italia, il capsule hotel. Ostelzzz, inaugurato nel dicembre 2018 a Milano, è il primo social hostel italiano. Ed è uno spin-off di Zzzleepandgo, start-up nota per aver progettato soluzioni di smart hospitality, posti letto (ma chiamarli così è riduttivo) pensati per essere installati in aeroporti e ospedali.

Dopo Milano, ecco che Ostelzzz si appresta a sbarcare a Torino (in via Sacchi, vicino alla discoteca Milk e all’interno di spazi un tempo di proprietà di FS): entro la fine del 2020, la città sabauda avrà il suo capsule hotel, con 200 micro-stanze completamente automatizzate, una reception virtuale attiva 24/24 e quell’incredibile rivoluzione della soluzione ostello. Perché, a differenza che nei tradizionali ostelli, qui non si dorme in letti a castello né in una camerata: ciascuno ha la sua stanzetta, moderna e (quasi) privata. E le sue dimensioni non sono neppure così “estreme”.

Fonte: Facebook (Ostelzzz)

Totalmente digitale, l’hotel a capsule che presto aprirà a Torino permetterà ai suoi ospiti di accedere alla stanza tramite codice personale o impronta digitale. Niente più chiavi né check-in al banco, dunque, ma tanta tecnologia. Del resto, si tratta pur sempre d’un ostello social: qui i viaggiatori possono connettersi tra loro, conoscere gente d’ogni età. Come in un social network “privato”.

Diverse sono le soluzioni prenotabili: posto letto Young in dormitorio con bagno condiviso, posto letto Standard in dormitorio con bagno in camera, posto letto standard in dormitorio femminile, posto letto Deluxe in dormitorio con bagno in camera. Il prezzo medio? 40 euro a notte con colazione.

Dormire nelle capsule in aeroporto: Napoli, Milano e Bergamo

Ma non è, Ostelzzz, il primo capsule hotel d’Italia. All’aeroporto Capodichino di Napoli ad esempio c’è BenBo, con le sue unità accessibili 24/24 ciascuna con letto, work-station e bagno privato con doccia. Le stanze (che sul sito vengono definite abitacoli) sono sanificate in automatico, il contenuto tecnologico è elevato e il prezzo contenuto.

Ma, speciali capsule, sono disponibili anche a Milano Malpensa e a Bergamo Orio al Serio. Che sia questa l’ospitalità del futuro?

Fonte: Facebook (Bed and Boarding)

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