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Bangkok: incenso peperoncino e smog!

Mi pare d’obbligo cominciare con un ringraziamento a Daniel che mi offre questa importante vetrina per ospitare i miei articoli che spero non siano troppo deliranti e soprattutto che piacciano al pubblico di MondoAeroporto. Si come avete capito sono uno dei blogger dal mondo che Daniel negli ultimi giorni ha cercato pubblicizzando questa sua nuova ed interessante iniziativa. Io sono Nick e da anni vivo nella capitale di uno stato che proprio recentemente Daniel ha avuto modo di visitare: Bangkok. Sicuramente avrete letto i suoi reportage ricchi di foto ed impressioni su questa megalopoli asiatica. Io cerchero’ di raccontarvi qualcosa dal punto di vista di una persona che ha deciso di venire a viverci.

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Bangkok e’ un pugno in faccia!

Vi accoglie cosi’ questa citta’ la prima volta che vi giungerete: una vampata di caldo, i vestiti che vi si appicciccano addosso, le scritte vergate in una maniera spaesante per un occidentale, nuove banconote a cui fare l’occhio e taxi dai colori appariscenti guidati spesso da improbabili autisti.  Se vi riprenderete dal primo momento di stordimento allora potrete decidere se farvi avviluppare da un abbraccio umido e dolciastro oppure scappare a gambe levate da quello pare a prima vista essere un inferno di catrame e lamiere. Io la prima volta che sbarcai qui volevo fuggire dopo neanche 24 ore, decisi di guardarmi un po’ meglio attorno dopo 48 ore, ho cominciato leggermente a mettere il tutto a fuoco dopo il terzo giorno ed il quarto giorno ho deciso che… beh da quel quarto giorno sono ancora qui a Bangkok e sono passati anni! Ovviamente non e’ andata esattamente cosi’ quindi dal mio primo sbarco a Bangkok ed il mio trasferimento definitivo passo’ piu’ di un anno e mezzo  ma la direzione era segnata e la decisione presa.

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Dimentica il tempo, questa e’ Bangkok!

Una delle cose che si perde a vivere in un posto del genere e’ il senso del tempo. E’ una sensazione difficile da descrivere per capirla si dovrebbe solo viverla. La vista da residente sia ovviamente diversa da quella del turista e nonostante si tende a rientrare, o crearsi, quella che in comunicazione si chiama “zona di comfort” e che spesso viene bollata come routine vedrete, se avrete la possibilita’ un giorno di passare qualche settimana o mese in questa citta’, che non sara’ piu’ un problema fare le cose secondo schemi fissi di orari. Bangkok e’ maledettamente viva ed e’ organizzata per essere cosi’, qui non avete problemi se avete dimenticato di comprare le sigarette o se avete il frigo vuoto in piena notte ed avete fame vi basta raggiungere il piu’ vicino convenient store (7eleven, family mart o altre insegne) che troverete sempre aperto 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Non dovete preoccuparvi se avete dimenticato di fare un’operazione bancaria, le filiali della vostra banca all’interno dei centri commerciali sono aperte anche il weekend. Non avrete piu’ il dubbio se e’ meglio uscire a cena il venerdi o sabato sera qui c’e’ vita sempre in ogni giorno della settimana anzi sposterete il problema su quale ristorante provare visto che l’offerta culinaria di Bangkok e’ talmente vasta da sembrare imbarazzante. Vivere a Bangkok significa quindi entrare in una sorta di continuum temporale in una maniera cosi’ penetrante che ve ne accorgerete solo al rientro in Europa dove le cose sono piu’ rigide ed organizzate secondo schemi di orari molto meno flessibili. Qui tutto va piu’ veloce ma anche chi e’ qui fa parte del tutto e quindi corre armonizzato tanto da sembrare fermo. Ci si accorge che in una citta’ del genere le case e le cose difficilmente diventano antiche ma al massimo vecchie ed in quanto tali sono da sostituire con altrettante di nuove e moderne.

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Amala o odiala ma non ne sarai indifferente!

Bangkok e’ un affascinante calderone di difetti: e’ sporca, disordinata, trafficata, sovrappopolata. Quelli che sono difetti si trasformano in elementi distintivi che conferiscono unicita’ ed una bellezza che si apprezza con il tempo. Un insieme senza logica e senza soluzione di continuita’ fatto di templi e locali notturni, ristoranti di lusso e carretti che vendono cibo cotto in strada, macchine sportive da sogno ed autobus sgangherati, grattacieli in vetro scintillante e casette con l’intonaco marcio. Ricchi e poveri (non i cantanti pero’), razze, colori, religioni mondi diferenti che si intrecciano e scivolano su se stessi spesso stridono e cozzano ma sono tutti sotto lo stesso cielo ed avvolti nella stessa aria che sprigiona zaffate di incenso, peperoncino e smog.

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Da questo spazio che mi e’ stato concesso provero’ a raccontarvi Bangkok ed altri pezzi di Thailandia e di sud est asiatico che ho avuto modo di visitare in questi anni come Cambogia, Singapore e Laos nella speranza di essere all’altezza della situazione e dei lettori di questo sito, ringrazio ancora Daniel e ci sentiamo nei prossimi giorni per il prossimo articolo da Bangkok!

Un articolo di Nick N. expat, blogger, nonostante abbia passato i 40 anni porta ancora in giro per internet e per l’Asia il bambino che e’ in se. Lo trovate anche su Vivere Bangkok ed e’ co-fondatore del portale italiano dedicato al Laos.