Argentina: cancellati tutti i voli fino a Settembre


L’Argentina chiude tutto: da Marzo i suoi confini sono chiusi a causa del corona virus, imponendo severe misure di quarantena ai non residenti. Il governo argentino ha vietato tutti i voli commerciali interni e internazionali e ha comunicato alle compagnie aeree che non sono più autorizzate a vendere biglietti per voli da, per e interni al paese, che potrebbero non essere effettuati nei prossimi quattro mesi, in barba a chi aveva deciso di visitare questa fantastica parte di mondo.

La IATA (Agenzia Internazionale dell’Aviazione) avvisa però il governo che questa decisione non sia stata concordata, sostenendo che la decisione violi gli accordi bilaterali e metta a rischio oltre 300.000 posti di lavoro nel paese. 

In questo modo l’Argentina rischierebbe nuovamente una profonda crisi economica. Al momento i dati ufficiali dicono che sono circa 4mila le persone risultate positive al virus e 192 i morti accertati.

Voli cancellati in Argentina, 180 italiani bloccati

Con tutti i voli cancellati, sono circa centottanta gli italiani bloccati in Argentina, da più di due mesi. Famiglie con bambini ma anche anziani, in una situazione in cui il cambio di stagione qui è piuttosto importante, visto l’arrivo del freddo.

I negozi sono chiusi e le persone bloccate qui dopo il lockdown, oltre alle spese supplementari e i soldi che stanno finendo, dovranno affrontare pure la problematica dei vestiti, perché nell’emisfero australe l’estate ha lasciato spazio all’autunno inoltrato ed essendo tutto chiuso non possono comprare abiti adeguati al cambiamento del clima.

Oltre a questo la possibilità di tornare in Italia nelle scorse settimane con dei voli d’emergenza è sempre stata comunque poco percorribile per chi avesse difficoltà economiche: i voli “speciali” operati da Alitalia avevano costi carissimi.

Il volo del 23 aprile prevedeva un prezzo di circa 2.500 euro a persona, mentre per un secondo volo del 27 aprile il costo del biglietto singolo era di 1.800 euro. Anche la prenotazione dei voli stessi diventava complicata: per il terzo volo del 30 aprile non vi è stata disponibilità di biglietti per chi li richiedeva in quanto il numero di prenotazioni, rispetto alla capienza limitata per motivi di sicurezza del velivolo messo a disposizione, si è esaurita quasi subito.