Mangiare in Antartide

Avete mai provato a mangiare un piatto di pasta in Antartide, sotto un cielo terso e con temperature ampiamente sotto lo zero? Con ogni probabilità, la risposta sarà negativa.

Tuttavia, a vedere le immagini che circolano in rete, si può avere una chiara idea di cosa significhi trovarsi con un piatto di spaghetti tra le mani, quando il termometro tocca i -70°C. Le fotografie arrivano dalla stazione di Concordia, uno dei più freddi e remoti posti della Terra. Qui, la neve ricopre ogni singolo centimetro di terra e possono trascorrere interi mesi senza che il sole faccia capolino.

Mangiare in Antartide
Un piatto di spaghetti, a -70°C (Fonte: https://twitter.com/CPossnig)

Concordia, una stazione nel cuore dell’Antartide

Base di ricerca permanente franco-italiana, la stazione di Concordia si trova sul plateau antartico, ad un’altitudine di 3233 metri. Frutto di un accordo tra l’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e l’Istituto polare francese Paul Émile Victor (IPEV), inizialmente doveva essere un’installazione temporanea operativa durante l’estate per fornire supporto logistico ad EPICA, progetto di perforazione della calotta glaciale.

Quando EPICA finì, nel 2005, la Concordia fu trasformata in una stazione scientifica permanente. Una stazione che, per molti scienziati, è una vera e propria casa. La casa di una famiglia, in cui ci sono momenti di studio e attimi di scherzi e di risate.

Ed è proprio per scherzo, che è nata la sfida: cosa succede, se si prova a cucinare all’aperto in Antartide? La risposta sta tutta lì, nelle foto postate sui loro account social dal francese Cyprien Verseux e dall’austriaca Carmen Possnig.

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Il tentativo fallito di cucinare all’aperto in Antartide (Fonte: https://twitter.com/CPossnig)

Chi sono Cyprien Verseux e Carmen Possnig, autori dell’esperimento

Cyprien Verseux è un glaciologo e biologo dell’Isituto Polare Francese, comandante della stazione Concordia; Carmen Possning è una ricercatrice medica della European Space Agency, impegnata a studiare come il corpo umano reagisce in condizioni meteo estreme come quelle che – appunto – ci sono in Antartide.

Sono due studiosi, ma anche due amici. E, “costretti” a vivere lontano da tutto e da tutti insieme ad una squadra di 13 tra scienziati, dottori e cuochi provenienti da tutta Europa, ogni tanto devono inventarsi qualche attimo di distrazione. Sempre spinti dalla curiosità scientifica che ha disegnato la loro vita, portandoli sino a qui.

Così, un giorno, hanno deciso di mostrare al mondo cosa vuol dire vivere ad una temperatura di -70°C / -80°C, e compiere le normali azioni quotidiane. Come, per l’appunto, cucinare e mangiare. Così, hanno preso un po’ di cibo dalla cucina della base (che è guidata da un cuoco italiano, bravissimo a cucinare pasta, pizza, risotti, carne, pesce e verdure surgelate), e hanno provato a cucinarlo e ad addentarlo all’aria aperta. Il risultato? Tutto si è congelato all’istante, e le immagini sono spettacolari: sembrano fotomontaggi, o forse installazioni d’un artista contemporaneo. In ogni caso, non certo invitanti.

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L’esperimento dei due scienziati della stazione Concordia (Fonte: https://twitter.com/CPossnig)

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