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Alitalia via da Caselle. Torino senza voli per Sud e isole. Tocca a Ryanair?

Alitalia taglia i voli da Torino e fa sparire i collegamenti per Alghero, Bari, Catania, Lamezia, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.

Rimangono operativi solo più Roma e Tirana, ma contando che presto anche Meridiana taglierà i voli per Bari, Napoli, Reggio Calabria e la Sardegna sta di fatto che l’aeroporto di Caselle rimane senza collegamenti da Roma in giù, senza parlare delle isole. Gli unici voli per il Sud che rimangono “in piedi” sono operati da Ryanair e la spagnola Volotea.

 
Ph: Mole24.it

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Questa rivoluzione avrà luogo dal primo Ottobre 2014 e spezza l’Italia in due. Per FlyTorino, “la ritirata di Alitalia deve essere l’occasione per Caselle per voltare pagina”, frase che fa pensare subito a Ryanair. Per l’associazione l’unica soluzione possibile per evitare il tracollo dello scalo torinese è sostituire le rotte soppresse con un vettore low cost che sia in grado di colmare da subito il gap che da qui a poco si formerà con la fuga di Alitalia. Escludendo EasyJet che a Malpensa possiede già un importante base (la seconda in Europa per numeri e traffico), la candidata principale rimane dunque la compagnia irlandese Ryanair che già nei mesi scorsi era andata a un passo dal siglare l’accordo con SAGAT, la società di gestione dell’aeroporto di Torino.

Delle altre compagnie aeree WizzAir non opera voli nazionali, Volotea non ha gli aeromobili per rispondere immediatamente alle esigenze di Caselle, Vueling probabilmente sarebbe nelle stesse condizioni di Volotea. Secondo il Presidente di FlyTorino, Valentino Magazzù “Ryanair trasporta 700 mila passeggeri all’anno su Caselle e già dispone di una flotta di quasi 300 aerei. Solo in Italia ha già 14 basi operative”, sponsorizzando questa soluzione come l’unica percorribile.

Le tratte cancellate equivalgono ad un traffico di mezzo milione di passeggeri, dato che quelle rotte avevano l’abilità di riempire gli aeromobili in un batter d’occhio. Alitalia si difende dichiarando “Sono rotte economicamente poco sostenibili”. Giuseppe Donato e Roberto Barbieri, presidente e amministratore delegato di Sagat, spiegano che «nonostante lo sforzo della società per ridurre al minimo l’impatto negativo di questa decisione, serve uno sforzo corale di enti pubblici e del mondo imprenditoriale piemontese».

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