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Sognando il Magic Bus di "Into the wild" in Alaska – Itinerario e consigli di Mente Nomade

Ho conosciuto Edoardo, il travel blogger di Mente Nomade, quasi per caso sul web e subito mi è piaciuto per il suo modo genuino di raccontare i suoi viaggi e sono arrivato fin qui, a chiedergli curiosità e consigli sul suo ultimo viaggio: Alaska.

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Alaska e Into the Wild. Questa tua passione per l’Alaska arriva da lontano o ti sei appassionato dopo aver visto il film o aver letto “Nelle terre estreme” di Krakauer?

Il mio amore per l’Alaska nasce qualche anno prima aver visto il film “Into the Wild”. Quel film ha solo alimentato la mia voglia di prendere e partire. Diciamo è stata una “scusa” per non pensarci due volte e preparare il mio zaino! 🙂
Da piccolo, alternavo i cartoni animati ai documentari e mi capitava spesso di vedere questa Natura Selvaggia dell’Alaska; “L’Ultima Frontiera”, come la chiamano anche loro. Era un luogo che avevo inserito da tempo nelle mia “Top Ten” dei viaggi da fare e in questo 2016 ho deciso di regalarmelo!
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E’ stato il viaggio più importante della tua vita? E qual è stato invece il primo viaggio che ti ha lasciato qualcosa di indelebile a livello di sensazioni?

Sicuramente è tra i più importanti della mia vita. Situazioni difficili, estreme, spesso spaventose.
Ricordo soprattutto la notte che ho trascorso in tenda lungo lo Stampede Road per arrivare al Magic Bus. Mi son svegliato di notte e per un paio d’ore non sono riuscito a riprendere sonno per gli ululati dei lupi che sentivo in lontananza. Ogni singolo rumore causato dal vento o da qualche piccolo animale, mi metteva un po’ di agitazione. Del resto ero completamente solo nel raggio di decine e decine di chilometri.

Se invece parliamo del primo viaggio che mi ha lasciato qualcosa d’importante dentro, sicuramente è quello che ho fatto in mountain-bike per arrivare a Stonehenge, in Inghilterra. Sempre da solo.. Era un luogo che desideravo vedere da così tanto tempo e per un motivo o per un altro, lo avevo sempre rimandato..
Dopo centinaia di chilometri di pedalata, quando ho visto il sito di Stonehenge in lontananza, ho pianto per l’emozione. Ricordo anche dei simpatici giapponesi che mi chiesero di fare delle foto con loro!
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Torniamo all’Alaska. Come ti sei organizzato? Attrezzature, vestiario, trasporti, spese? Che itinerario hai seguito?
 

Allora il mio itinerario in Alaska è stato quasi tutto improvvisato strada facendo, tranne il trekking lungo la Stampede Road per arrivare al Magic Bus. Per il resto, sono atterrato a Fairbanks e dopo aver noleggiato un’automobile, ho percorso circa 2.000 km scendendo a sud di Anchorage e risalendo verso il nord, passando per delle piccole cittadine e dei luoghi davvero d’incanto, tra laghi, ghiacciai, il Denali Park e fitte foreste. Davvero dei paesaggi da sogno.
Avendo dormito qualche notte in tenda, motel e b&b, le spese di soggiorno non sono state altissime.. Anche il costo della benzina è molto ridotto. Diciamo che la spesa più grande, oltre l’aereo, è stato il cibo che nei supermercati aveva un costo nettamente superiore alla nostra media.
Se avete spirito di adattamento, non avete grandi pretese e prenotate l’aereo con netto anticipo, accontentandovi di qualche scalo in più, con un paio di settimane potete cavarvela con circa 2.000 euro, anche meno (tutto compreso)
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Il Magic Bus. Che tragitto e che percorso fare per raggiungere questo luogo di pellegrinaggio per tutti gli amanti del film “Into the wild”, che racconta la storia vera di Chris McCandless, in arte Alexander Supertramp.

Su questa questione, ho avuto dei dubbi per tutto il tempo che percorrevo il (teorico) sentiero. Perché? Il tragitto non è segnato. Ci sono piste da seguire sulla neve lasciate dai cacciatori che usano le motoslitte per addentrarsi nella foresta, nei periodi di maggiore affluenza troverete anche le impronte di altre persone sullo stesso cammino.
Una volta arrivati ad Healy (una cittadina a sud di Fairbanks) con qualche chilometro in auto potrete raggiungere la Stampede Road. Da lì, una volta parcheggiata la vostra auto, vi basterà seguire la strada sul sentiero che è visivamente il più grande di tutti. Fate sempre in modo che il Monte McKinley sia davanti a voi e non addentratevi nei boschi cercando scorciatoie. Meglio non perdersi e seguire il percorso!
In alcuni tratti ci sono dei nastrini colorati lasciati da altri avventurieri, ma è meglio non farci troppo affidamento per non confondervi.
Per chi decidesse di percorrere lo Stampede Trail fino al Magic Bus mi sento in dovere di dire un paio di cose; la prima è di non sottovalutare assolutamente il tragitto. Sono circa 80 km tra andata e ritorno tra neve, fango, terra e uno zaino sulle spalle. Non troverete case, segnale del telefono, niente di niente. Solo voi stessi e la natura. Quindi non avventuratevi senza un adeguato allenamento e una preparazione fisica e mentale ottimale.
Pensate bene a cosa portare nello zaino. Se ne avete voglia, su questo link al mio sito potrete trovare qualche info in più e se avrete bisogno di altro, potete scrivermi tranquillamente; http://www.mentenomade.com/itinerariconsigli/magic-bus-consigli-e-suggerimenti
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Progetti e viaggi futuri? Dopo il “sogno Alaska” hai altri sogni da realizzare?

In questo 2016 ho in programma di tornare due volte in Islanda, una volta a Giugno e una a Settembre. A luglio sarò in Norvegia e a fine anno me ne andrò in Nepal per un altro trekking molto importante 🙂
Tra i miei “sogni nel cassetto” mi sto organizzando per il 2017 per realizzarne almeno uno.. In lista tra le mete possibili c’è l’Isola di Pasqua, la Patagonia e la Groenlandia.. Chissà! 🙂
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e sul sito web; www.mentenomade.com
Questi sono i Social principali dove potrete trovarmi sempre 🙂
Ringrazio davvero di cuore Mondo Aeroporto, Daniel, per questa intervista.. Per me è davvero un onore finire su questa pagina che seguo ormai da tantissimo tempo!
Grazie, grazie, grazie 🙂
Un saluto a tutti,
Edoardo Massimo Del Mastro – Mente Nomade