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India: un viaggio cinematografico nel Palazzo del Viceré

India. Quante cose stupende da vedere in questo Paese magico e colorato, che ti prende, ti sconvolge e ti butta nel groviglio di persone che ogni giorno riempiono le strade delle città. Vi immaginate un miliardo (anzi più) di persone camminare in questo fiume di sentieri che collegano uno dei Paesi più estesi al mondo?

Per me è stato così, alla mia prima esperienza. Suoni e rumori, colori sgargianti, profumi e aromi, caos infernale e occhi che ti fissavano curiosi. Che spettacolo, adoro questo mood. I colori della gente si mischiano con quelli delle città e nel mio viaggio nel Rajasthan ho avuto la fortuna di scoprire la particolartià di alcune città “colorate” come Jaipur (la città rosa) e Jodhpur (la città blu).

È proprio in quest’ultima, conosciuta anche per il colore blu che una volta identificava le case dei bramini nel centro storico, che troviamo alcuni luoghi d’interesse davvero ricchi di particolarità.

 

 

A Jodhpur si trova una delle più grandi residenze private del mondo, l’Umaid Bhawan Palace, costruito negli anni ’30 e residenza della famiglia reale. L’Umaid Bhawan Palace dispone di ben 347 stanze e ancora oggi è la dimora del Maharaja di Jodhpur, Gaj Singh, mentre un’ala del Palazzo ospita un hotel di lusso della catena Taj.

 

 

La particolarità di questa struttura ha portato la regista Gurinder Chadha (la stessa di Sognando Beckham) a rendere questo luogo la principale scenografia del film Il Palazzo del Vicerè che uscirà il 12 Ottobre in Italia, con Gillian Anderson e Hugh Bonneville, e che io ho avuto la fortuna di vedere in anteprima e del quale vi mostro il trailer, arricchito da un’intervista con la regista.

 

 

Il film è ambientato nel 1947 e racconta gli ultimi mesi dell’Impero Britannico in India, coordinati da Lord Mountbatten che nei panni di ultimo Vicerè avrà il compito di accompagnare il Paese verso l’Indipendenza.

 

 

Compito non facile, poiché nonostante gli insegnamenti e l’influenza di Ghandi, esploderanno feroci violenze tra musulmani, induisti e sikh, portando così alla “Partizione” tra India e Pakistan, che coinvolgerà anche i 500 membri dello staff presenti all’interno del Palazzo, includendo anche la musulmana Aalia e l’induista Jeet, entrambi a servizio del Vicerè, che intrecceranno la loro storia d’amore nelle trame di questo film davvero coinvolgente, che mi ha fatto venire una voglia matta di prendere le prime cose che trovavo per casa, metterle in uno zaino e fare un biglietto aereo con un’unica destinazione: India.

 

 

È questa la sensazione che mi ha lasciato questa pellicola. La mia passione per i viaggi, la mia voglia e sete di scoperta, di inglobarmi nei popoli e nelle storie dei Paesi che visito, del desiderio di inseguire un desiderio, che sia esso l’amore per una donna, un obiettivo da raggiungere nella vita o un qualsivoglia pensiero da realizzare, mi ha reso parte integrante di questo film. Mi sono rivisto nei personaggi e nelle loro emozioni, nella voglia di non arrendersi mai alla parola “fine”, sperando e credendo sempre in un epilogo diverso, in un epilogo che dobbiamo scrivere noi.

L’India si sa, ha un fascino particolare ed attira una moltitudine di persone da ogni angolo del Pianeta, ma questo film lo consiglio a tutti quelli che sono incuriositi da questo Paese, a tutti quelli che lo amano alla follia, ma anche a tutti quelli che invece si credono disinteressati. Poiché, sono sicuro, che dopo aver visto questa pellicola ed essere stati travolti da questa valanga di emozioni, non potrete rimanere indifferenti, soprattutto quando scoprirete che la nonna della regista fu coinvolta direttamente in queste “guerre interne” provocate dalla Partizione, guerre che ci riportano indietro di soltanto 70 anni, che a tanti sembrano preistoria, ma che per molti invece non significa nient’altro che “ieri”.

Io, il mio zaino pieno della voglia di scoprire ogni angolo del mondo lo tengo sempre pronto vicino alla porta di casa mia. La toppa cucita con scritto “India” c’è già, non resta altro che ricoprirla nuovamente con la polvere che ricopre le strade del Rajasthan o con le emozioni che vivrete sulla vostra pelle al cinema dal 12 Ottobre in poi, nei 90 minuti che mi hanno restituito il desiderio di tornare in questo Paese, grazie ad un film: il Palazzo del Viceré.