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"Ho finito scuola e sono partito". Angelo vive da quasi 5 anni tra Asia e Oceania

Devo dire la verità. Ho scoperto Angelo da qualche parte sul web, per caso, su qualche articolo online che parlava di pazzi viaggiatori in giro per il mondo. Credo ce ne fosse una lista, una decina di persone. Lui e forse un altro mi hanno subito “rapito”. Ho cominciato a seguirlo in ogni passo, scrive tanto e scrive bene, arriva subito a ciò che il lettore vuole sapere, senza giri di parole, diretto. Le sue foto e le sue esperienze parlano da sè e ti catapultano a migliaia di chilometri da qui. Così, ho deciso di intervistarlo, per viaggiare insieme a lui e far viaggiare anche voi!

Daniel Mazza

Chi era Angelo Zinna prima di partire e chi é adesso dopo aver vissuto più di 4 anni in giro per il mondo?

Sono partito 4 anni e mezzo fa dall’Italia, poco dopo aver finito le superiori. Avevo 20 anni, e per quanto possa ricordare avevo una vita nella norma. Non c’era niente di necessario che mi mancasse e mi trovavo con i soliti dubbi sul futuro che penso un po’ tutti affrontino a quest’età. Pensavo che un’esperienza all’estero potesse essere un modo per chiarirmi le idee e confrontarmi con me stesso. Oggi ho 25 anni. Sono fondamentalmente la stessa persona, anche se la maggior parte della mia vita adulta l’ho trascorsa in viaggio. I dubbi rimangono, ma forse ho accettato che è giusto che sia così, imparando a conviverci.

Qual é stata la tua prima destinazione e perché sei partito? Sei partito con l’idea di restare in giro per molto tempo o ti sei adeguato a seconda delle situazioni?

Sono partito per Melbourne, Australia, nel Gennaio 2010. Sono partito per un motivo abbastanza semplice: curiosità. Non sentivo che fosse giusto per me seguire un percorso comune, università-lavoro-carriera-pensione, alla cieca, solo perché questo è quello che ci viene detto di fare. Non che questo sia sbagliato, ma ho deciso che avevo bisogno di capire con la mia testa cosa andasse bene per me. Sembrava di seguire il sogno di qualcun altro. Come può essere stimolante una cosa del genere? Partire è stato un modo per prendere le misure, conoscere i miei limiti in un ambiente nuovo. Non ho mai pensato di stare via così a lungo. Il mio piano iniziale era di rimanere in Australia per sei mesi se avessi trovato lavoro, per tre se qualcosa fosse andato storto, e in questo periodo prendere le dovute decisioni sul futuro in base anche a ciò che offre l’estero, alle nuove conoscenze, alle nuove idee. Non ha funzionato esattamente come programmato e dopo 4 anni e mezzo non sono ancora tornato. Diciamo che ho lasciato che gli eventi accadessero, non mi sono posto limiti, e le persone, i luoghi e le situazioni incrociate per strada mi hanno portato dove sono adesso.

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Dopo l’Australia, la Nuova Zelanda. Quali sono le differenze sostanziali tra questi due Stati?

Ho vissuto un anno in Australia e due anni in Nuova Zelanda. La cultura ha le stesse radici in entrambi i paesi e questa è la similitudine più grande. Quello delle differenze è invece un elenco molto più lungo, a partire dalla geografia, con l’Australia immensa, diversa, arida, piatta e la Nuova Zelanda montuosa, verde, piccola, più fredda. Lo stesso discorso per la fauna, in Australia sembra che ogni animale possa ucciderti, mentre in Nuova Zelanda i serpenti neanche esistono. Per quanto riguarda la vita in Oceania, in Australia si guadagna molto di più, per un costo della vita che è di poco superiore. In Australia ci sono più opportunità rispetto alla NZ e non è un caso che molti giovani neozelandesi si trasferiscano appena possono. Ho trovato però le persone più simpatiche in Nuova Zelanda, più con i piedi per terra diciamo. Entrambi i paesi comunque valgono di sicuro la visita.

Com’é proseguito il tuo viaggio? Asia giusto? E dove?

Durante i primi 3 anni avevo già fatto alcune puntate in Sud Est Asiatico, sempre tra le 2 settimane e i 2 mesi, ma sentivo di voler approfondire la conoscenza di questo continente in un modo che in un viaggio breve non è possibile. Così nell’ultimo anno in Nuova Zelanda ho cominciato a pensare di passare un anno in Asia, attraversandola via terra. Sono partito dal Timor Est, poi Indonesia, Malesia, Borneo, Thailandia, Laos, Birmania, India, Nepal e adesso Cina. Come sempre il piano originale non ha funzionato, oltre ad essere stato costretto a volare in un paio d’occasioni ho già superato l’anno. Sono in Asia da 16 mesi.

Ora stai tornando in Italia? Con l’intenzione di rimanerci o di ripartire?

Sì, l’idea è dalla Cina di entrare negli stati dell’Asia centrale e arrivare in Italia senza volare. In teoria entrerò in Kyrgyzstan in un paio di settimane, poi Uzbekistan, Turkmenistan, Iran e quindi Turchia. Da lì poi verso casa è breve. La via della seta. Ovviamente concesso che riesca a ricevere tutti i visti che non è detto, ma vediamo come va. In Italia non so bene cosa succederà. Non mi dispiacerebbe fermarmi per un periodo prolungato se l’occasione giusta saltasse fuori, ma probabilmente questo non accadrà, quindi sono pronto a ripartire. Mi fermerò qualche mese per cercare elaborare l’esperienza di questi anni e rimettere insieme tutti i pezzi del progetto Exploremore, dopodiché sarà il momento delle decisioni. Purtroppo per quanto riguarda il lavoro ha poco senso stare in Italia sapendo che con due ore di volo posso andare dove sono più rispettato e guadagno di più.

 

Con che mezzi ti sei mosso durante questa esperienza? E come ti sei mantenuto? Avevi delle regole non scritte da rispettare?

Quando ho deciso che volevo andare in India e in Birmania ho dovuto volare e lo stesso è successo per arrivare dal Nepal alla Cina, in quanto passare dal Tibet mi era impossibile. Se non per questi voli mi sono mosso sempre con i mezzi pubblici. Da quando ho lasciato Wellington in Nuova Zelanda, ho preso 190 autobus, 76 treni, 47 navi, 82 tuk-tuk e una lunga serie di mezzi di fortuna (e animali). Mi sono mantenuto nel modo più semplice: lavorando. Quando ho deciso di intraprendere questo viaggio ho cominciato a risparmiare ogni mese mentre facevo il barista in Nuova Zelanda. Al contempo però ho sempre continuato a scrivere e lavorare sul progetto Exploremore, e dopo aver pubblicato la prima guida al Working Holiday in Australia mi sono messo a scrivere la seconda, sulla Nuova Zelanda . Exploremore, oltre ad essere il mio modo di condividere il mondo con il mondo, è così diventato il lavoro che mi porto dietro. Un sito che seppure ancora in crescita ha cominciato a portare dei piccoli guadagni (principalmente dalle vendita delle guide, ma anche da diverse attività parallele), che mi permettono così di continuare a viaggiare e dedicare il mio tempo alla scrittura.

Qual é il luogo che di più ti ha stupito in positivo e in negativo?

Il Timor Est è stato sicuramente una sorpresa, principalmente perché non ne sapevo niente. Non è una destinazione su cui si trovano molte informazioni ed è relativamente nuova al turismo, quindi mi sono trovato di fronte a persone ospitali e un’ambiente ancora “grezzo”, per modo di dire. Sono rimasto molto deluso da Bali, ma probabilmente avendo un po’ più di tempo a disposizione saprei coglierne i pregi. Consigli di viaggio. Un posto dove andare assolutamente e uno da evitare? Di posti dove andare ce ne sarebbero un sacco. Te ne dico tre: 1) Gokyo, Nepal. Villaggio himalayano a 4.700 metri d’altezza, a due giorni di cammino dall’Everest. Circondato dalle montagne più alte che tu abbia mai visto, laghi gelati, uno dei ghiacciai più grandi al mondo. Si può raggiungere solo a piedi. 2) Abel Tasman National Park, Nuova Zelanda. Un parco sulla costa nord-occidentale dell’isola sud. Un trekking di almeno 3 giorni, tra foreste che cadono a picco in un mare in cui vivono colonie di foche e un sacco di altri animali. Si può raggiungere solo a piedi. 3) Nongriat, India. Nello stato del Meghalaya, un villaggio di 34 case. In questo luogo hanno allenato le radici degli alberi a intrecciarsi e superare i fiumi, per creare dei ponti naturali degni di Avatar. È un luogo remoto, al confine con il Bangladesh, che vale tutto il viaggio. Si può raggiungere solo a piedi. Dove non andare invece? Non lo so, non credo ci siano posti che non meritino di essere visitati, ma dipende da cosa si cerca o cosa ci si aspetta di trovare. Non esistono posti brutti, solo viaggiatori senza curiosità.

Sul tuo blog Exploremore ho letto diversi articoli e molte tue citazioni interessanti. Qual é quella che preferisci e perché?

Ho cercato sempre di esprimere concetti simili in molti modi diversi, ma alla fine dei conti il messaggio di Exploremore si racchiude in tre parole: se vuoi, puoi. Non c’è trucco o suggerimento che possa aiutare se non c’è la forza di volontà. Gli articoli migliori? Questo (http://exploremore.it/2014/02/04/alcune-considerazioni-su-4-anni-di-viaggio-che-mica-sono-pochi/) e questo (http://exploremore.it/2013/04/14/una-storia-di-merda/).

3 consigli a chi vuole intraprendere un’avventura come la tua?

Purtroppo un’avventura come la mia è difficile da programmare in anticipo, neanche io ci riuscirei. Bisogna partire e saper cogliere le occasioni, lasciarsi investire da ciò che succede e prendere tutto quello che viene come esperienza. Il primo consiglio che darei è quello di usare la paura come spinta, trovare stimolo nel superare gli ostacoli, non nell’evitarli. Il secondo è di scegliere il percorso adatto a noi, non cercare la competizione. Non c’è bisogno di viaggiare per anni, di superare un oceano a nuoto o scalare montagne su montagne, se due mesi sono quello che possiamo permetterci questo è un ottimo punto di partenza. Non esiste un viaggiatore migliore di un altro. Il terzo, se davvero c’è chi vuole viaggiare a lungo termine, è provare a mettere le proprie idee in pratica e creare qualcosa che possa permettere di vivere la vita che si vorrebbe. Io ci provo scrivendo, ma ci sono un sacco di possibilità, basta non rimandare.

Adesso a ruota libera dimmi le cose che hai imparato durante il viaggio e che ti porterài per sempre con te!

Ho imparato a dipendere da nessun altro se non me stesso, questa è sicuramente la prima cosa che mi porterò dietro. E poi che se una cosa non va, basta cambiarla, non ha senso lamentarsi in particolare alla mia età. Credo che in generale vorrei continuare ad avere lo stesso approccio alla vita che ho in viaggio anche quando sarò fermo, cercando di guardare ad ogni conoscenza, dettaglio, luogo, sempre con occhi nuovi. Ci riuscirò? Non lo so.

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