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Alla scoperta della Turtle House, la casa di Terzani a Bangkok

“Turtle House era splendida la notte. I grattacieli che ci crescevano attorno ci toglievano ogni giorno più sole, ma quando calava la sera e Kamsing, il giardiniere, accendeva le lampade nascoste fra gli alberi, le fiaccole attorno allo stagno e le lucine a olio ai piedi delle statue di Ganesh e di Buddha nel giardino, la casa tornava ad avere quella calda, quieta magia tropicale che ci aveva fatto venire in Thailandia (…)”

 

Non so se capite come mi sia sentito oggi. Quando leggi un libro e senti parlare di un luogo, non vedi l’ora di vederlo. Sono ormai 5 anni che vivo l’umidità di Bangkok ma non ero mai stato alla Turtle House, la casa dove visse Tiziano Terzani. «Un’oasi di splendore tropicale nella giungla di cemento», come diceva scriveva Lui nei suoi racconti.

 

 

Quest’anno c’è stato il tempo e la possibilità di trovarla aperta, di visitarla, con il mitico guardiano Kamsing, che dopo averlo letto innumerevoli volte nei libri di Terzani, ho avuto la possibilità di conoscere. Sorriso stampato sul viso, una disponibilità e gentilezza infinita e tanta voglia di chiacchierare con i curiosi come me che bussano a questa porta. Mi sono tolto le scarpe e le calze e ho esplorato ciò che rimane di questa mitica casa.

 

Terzani parla di questa casa nel libro “Un indovino mi disse” quando, giunto alla fine del 1992, si ricorda di una profezia di un indovino cinese che gli predisse che nel 1993 avrebbe corso un grande rischio di morire. In particolare gli raccomandò di non prendere mai l’aereo. Quindi, più per gioco che per paura, Terzani decise di tenerne conto: trascorrerà quindi l’intero 1993 senza mai utilizzare aerei ed elicotteri. Ottenuto dal giornale per il quale lavora (il settimanale tedesco “Der Spiegel”) il permesso di vivere un anno muovendosi solo per terra e mare, Terzani festeggia il capodanno 1993 in Laos, dove si trova per motivi professionali, e si appresta a trascorrere l’anno rispettando la profezia, ma anche incontrando ogni sorta di indovini e astrologi a cui chiedere conferme sulla profezia.

 

Un indovino mi disse è la cronaca dell’anno in cui Terzani riscopre i viaggi in treno ed in nave per l’Asia (Laos, Thailandia, Birmania, Cina, Singapore, isole Malesi, Indocina, Cina, Mongolia, Russia). È l’occasione per riscoprire la vera Asia, non quella dei ministri, degli ambasciatori e delle grandi personalità, ma quella della gente comune.

 

Il libro è ricco di leggende, di descrizioni di vita quotidiana nei paesi asiatici, e delinea il contrasto tra i paesi in fase di sviluppo accelerato (Cina, Thailandia, Singapore) e quelli ancora legati alle tradizioni e al passato (Laos, Birmania). Sono descritti gli incontri con indovini, astrologi, “stregoni”, imperdibile e ricco di aforismi della vita ma anche frasi motivizianoli legate al mondo del viaggio (leggi qui i 10 AFORISMI DI VIAGGIO PIÙ BELLI DI TIZIANO TERZANI)

Come arrivare alla Turtle House?

L’indirizzo è 18 Soi Prommitr Sukhumvit 39, ovviamente a Bangkok. Lo trovate anche su Google Maps se avete una Sim locale. Fermata BTS Phrom Phong, exit 3, e imboccate la Sukhumvit 39, passeggiando per 10-15 minuti, girando poi a destra in Soi Phrom mit Khet Vadana (che sarebbe la via Soi Prommitr) fino in fondo: sulla destra c’è una staccionata di bambù e il numero 18. Siete arrivati!

 

La libreria di casa Terzani, con i libri portati in dono dai visitatori

 

 

Sulla libreria spoglia, qualche libro in inglese ed in tedesco e delle foto della famiglia Terzani stampate e incorniciate come un omaggio di tutti i turisti che vengono qui a portare tributo a quel toscanaccio con un ego grande così. Ho preso in mano quei libri e mi sono sentito per un attimo Lui. Con la sua serenità e la sua stessa fame di conoscere il mondo. Con i piedi scalzi, contornato da una foresta amazzonica nel bel mezzo di Bangkok e con lo sguardo simpatico di Kamsing a controllarmi.

 

 

Mi accompagna nel patio e poi mi fa vedere qualche particolare qua e là. È troppo gentile, gli lascio una piccola mancia, gli si illuminano gli occhi. Non se l’aspettava. “Ci vediamo domani a pranzo?” gli dico. Lui sorride e mi dice “Ti aspetto!” con capo chinato e mani giunte. Sorrideva, pensava scherzassi, ma non sa che domani a pranzo sentirà qualcuno che busserá nuovamente a quella porta. Sarò io, con una busta di noodle take-away in una mano e tutta la voglia di vivere le sue esperienze nel mio cuore.

 

Io con Kamsing, il guardiano della Turtle House dal 1980

 

La vista dal soggiorno verso il laghetto

 

Il vialetto della Turtle House

 

E quindi eccomi qui, il giorno seguente: “Sono tornato Kamsing. Ti va di chiacchierare con me?”

 

Vi racconto la mia visita alla Turtle House in questo video.