10 modi per non conquistare il cuore di una receptionist

Un simpatico post di un’addetta alla reception italiana che lavora in un albergo in terra tedesca. Di avventure e di episodi bizzarri, gliene capitano tutti i giorni e di tutti i colori, ma oggi ha voluto elencare una lista delle cose da non fare per cercare di rubare il cuore di una receptionist. Buona lettura!

Per molti è una parte ovvia del viaggio e uno dei primissimi punti della loro To Do List:
– Vedere la Porta di Brandeburgo;
– Andare al Berghain;
– Mangiare il Curry Wurst;
– Flirtare, acchiappare, beccare.

Provarci con la receptionist di turno sembra essere uno sport frequentemente esercitato da molti turisti e il perché è semplice: attaccare bottone è molto facile, basta una qualsiasi domanda, e non possono essere mandati a quel paese direttamente, dato il ruolo lavorativo che lo impedisce.
Il come è ovviamente soggettivo e varia in base all’età, all’esperienza e alla nazionalità. Descriverò ora qui diversi improbabili latin lover e diversi modi con cui è stato tentato un approccio nei miei confronti. Modi che sicuramente non hanno portato all’effetto da loro sperato e che consiglio vivamente ai lettori maschili di non mettere in pratica.

1- CIAO BELLA: l’ospite in questione non è italiano e appena scopre la mia provenienza si diletta nel ripetere tutte le parole italiane presenti nel suo vocabolario personale. Le solite quattro/cinque parole standard conosciute da mezzo mondo ma che a suo parere sono un modo per stupirmi, dimostrare il suo poliglottismo e suscitare in me interesse nei suoi confronti.

“No…un “Buonasera signorina” non mi ha mai fatto cadere ai piedi di nessuno”

2- LO STALKER: costui è un ragazzo che apparentemente sembra essere simpatico, gentile, carino..insomma un tipo “a posto”. Con un certo savoir-faire riesce ad ottenere un mio contatto (mail o amicizia in facebook) e da quel momento diventerà la mia ombra. Messaggi su messaggi..dove sei?cosa fai?con chi sei? perché?… E per non farsi mancare nulla,mi invia anche autoscatti e poesie di dubbio gusto.

“Mannaggia a me e al giorno in cui ti ho incontrato”

3- L’ATTEGGIATO: si vanta sin dal primo secondo del proprio lavoro e condizione economica. Ogni scusa è buona per rimarcare il fatto che i soldi gli escono dalle orecchie e che se dorme in ostello è solo ed esclusivamente per stare con gli amici che non avrebbero potuto permettersi l’Hilton. Un dì, uno di questi pavoni, con tanto di residenza a Dubai, perse il portafoglio con tutti i suoi averi al suo interno.E cosa ebbe la faccia tosta di fare? Chiedere un prestito a me!

“Certo, come no…aspetta qui un secondo che vado a prelevare al primo bancomat che trovo!”

4- TWO IS MEGL’ CHE ONE: sarò io che sono all’ antica ma questo tipo di inviti mai me li sarei aspettati di ricevere…soprattutto sul luogo di lavoro! Devo invece ammettere che più di una volta qualcuno (e non necessariamente di sesso maschile) mi ha tranquillamente chiesto di partecipare a un ménage à trois o à quatre, o a chi più ne ha più ne metta, mettendomi in una condizione di profondissimo imbarazzo.

“Sono molto lusingata dall’ invito ma sfortunatamente sto lavorando…che peccato!!magari la prossima volta!”

5- IL COMMENTATORE: ancora decisamente brillo da tutto l’ alcool bevuto durante la nottata, si piazza di fianco alla reception e ascolta tutti i miei dialoghi con i vari clienti commentando e disturbandomi con frasi del tipo “Oh my God! Your accent is sooooooo damned sexy…” .

“Se non ti levi dalle scatole nel giro di dieci secondi, ti arriva una gomitata in faccia che non ti bastano due vite per levarti il segno”

6- IL GENTLEMAN: si parla del più e del meno…le solite domande: che lavoro fai?dove vivi?quanti anni hai?…e quando a questa domanda io rispondo “prova a indovinare!” la risposta del vero gentleman con la G maiuscola, consiste non in parole bensì in un un gesto di classe con cui mi chiede di girarmi per poter osservare anche il lato B.

” …posso non commentare?”

7- WE ARE FAMILY: un padre che intercede per il figlio. Anche questo capita! “Mio figlio di qua, mio figlio di là…bla, bla, bla…Appena scende nella hall te lo presento…”. Ci presenta e ci lascia come due cretini in un clima di assoluto imbarazzo…

“La ringrazio davvero ma rifiuto l’offerta e vado avanti”

8- L’INSISTENTE: costui prova a fare colpo su di me proprio nel momento più sbagliato della giornata, quando sono in pieno stress lavorativo e la reception è piena di clienti in attesa. Lui se ne frega e monopolizza il mio tempo, facendomi domande sulla mia vita privata e vari complimenti sotto gli occhi decisamente scocciati di altri clienti, che volentieri lo prenderebbero a legnate. Quando gentilmente gli faccio capire che non è proprio il momento adatto per discutere sulla bellezza dei miei occhi, lui non demorde, lascia il posto ai clienti successivi e si rimette in fila per poter di nuovo interloquire con me. E così via per quattro, cinque volte di seguito ignorando la mia cortese richiesta di sparire quanto meno per un paio d’ore.

“Chi la dura la vince???non sempre…”

9- L’ATTORE: “Mi devi aiutare assolutamente..non hai idea di cosa sia successo in camera!Un casino! Devi venire a vedere con i tuoi occhi!”. Io mi agito e vado in ansia “oh Signur…Cosa sarà successo adesso? Che due palle…Speriamo non sia niente di grave!”. Mi immagino la camera allagata, un letto andato a fuoco o il soffitto completamente crollato. Lo accompagno in camera ma non vedo assolutamente nulla di strano…”Quindi?cosa è successo?” “Niente! Era solo un modo per farti venire qui…”.

“Respira e mantieni la calma, mantieni la calma, mantieni la calma!”

10- IL FIDANZATO: sembra perfetto. Una corte ben dosata con complimenti e frasi ad effetto sparate al momento giusto. Penso che finalmente, ogni tanto lo incontro anche io qualcuno di decente. Ma poi se ne esce con una frase del tipo “no perché la mia fidanzata….” . Forse non ho sentito bene “Scusa non ho capito, la tua chi?” “Ahhh non te l’ho detto? Sono fidanzato! Però sono in vacanza…sai com’è!”

“Dio ti prego dammi la pazienza perché se mi dai la forza…”

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.