Il ruolo del rampista non è “parcheggiare gli aerei”

Si tratta di una figura sconosciuta ai più, ma la cui importanza è basilare per “fare orario”. E’ lui ad organizzare l’imbarco dei passeggeri e a gestire tutti i problemi che precedono il decollo

Ci sono delle giornate in cui tutto sembra girare per il verso sbagliato. Ti fai la barba e ti tagli, vai a farti il caffè e ti accorgi che è finito, salti in macchina per l’aeroporto e ti ritrovi in un ingorgo pazzesco. Riesci a farcela per miracolo, ma quando cominci la preparazione del volo il computer si mette a fare i capricci e per giunta una buona metà dell’equipaggio è ancora prigioniera delle code infernali dalle quali tu sei appena uscito.

Arrivi a bordo all’ultimo momento, il morale sotto i piedi e l’adrenalina a mille e di botto ti si apre il cuore, perché la persona che ti si fa incontro con un pacco di fogli sotto il braccio lo conosci bene, è uno degli addetti di rampa più capaci e simpatici che ci siano, e a quel punto sai che tutto finirà per rimettersi a posto. Quella del rampista (come viene definito abitualmente) è una figura sconosciuta ai più, ma la cui importanza è basilare per “fare orario”. E’ lui, che già ore prima della partenza del volo, ha cominciato a coordinare la squadra delle pulizie e quella del catering. E’ lui che ha ricevuto e controllato i piani di carico e dato il via all’imbarco di merci, bagagli e posta.

E’ lui che, una volta ricevuta la conferma del quantitativo di carburante da noi richiesto, ha fatto partire le operazioni di rifornimento e chiamato il trattore che servirà a spingerci fuori dal parcheggio. Si può dire che fino ad ora il vero comandante del volo è stato lui, e da questo momento in poi lavorerà a stretto contatto con noi per organizzare l’imbarco dei passeggeri e per risolvere tutti i problemi, grandi o piccoli, che all’ultimo momento saltano inevitabilmente fuori.

E sarà lui l’ultimo “terrestre” a lasciare l’aereo, con le sue carte debitamente riempite e firmate, per spostarsi sul piazzale e guardarci partire spiando il nostro cenno dal finestrino: pollice e indice uniti a formare uno “zero”.

Zero minuti di ritardo. Pareva impossibile, ma abbiamo fatto orario. E mentre rulli verso la pista di decollo, ti rilassi e finalmente sorridi, perché un bravo rampista può davvero risollevare le sorti di una giornata nata sotto i peggiori auspici.

Di Pietro Pallini, Repubblica.it

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.