2013: un anno che mi ha cambiato la vita. 2014: ti sfido!

Un anno fa. Un anno fa stava per iniziare l’anno più importante della mia vita. Un anno fa ero a Sydney, all’inizio della mia esperienza australiana e scrissi delle considerazioni su quello che speravo mi avesse portato il 2013. Scrissi che speravo di poter trovare qualcosa che mi potesse dare la sensazione di farmi sentire vivo ogni giorno. Ma vivo nel vero senso della parola, non un numero. Perchè di solito mi sento un numero. Un numero che si alza al mattino, un numero che si dirige verso il lavoro, un numero che ogni giorno compie le stesse azioni standardizzate. Un cervello e tutti i propri sogni in questo modo si uccidono. L’anno scorso scrissi che il 2012 mi aveva insegnato un’altra cosa importante: ho imparato che NOI siamo la cosa più importante che abbiamo nella nostra Vita e se impariamo a “trattarci bene” ne trarranno dei benifici tutti coloro che ci stanno attorno: fidanzate/i, genitori, amici e colleghi.

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Quindi cosa mi ha insegnato questo 2013? E’ stato sicuramente l’anno più importante della mia vita. L’anno della svolta. L’anno del “so di cosa ho bisogno ma non so cosa cerco”. L’anno che ha cambiato le mie priorità, l’anno che ha allargato i miei orizzonti, l’anno che ha ampliato in me la mia sete di conoscenza. L’anno che mi ha fatto capire che la fretta non ti porta da nessuna parte, sempre meglio aspettare. Aspettare per creare il momento giusto per agire, altrimenti, l’attesa è inutile.
Nel 2013 ho imparato che la Natura non finisce mai di trasmetterti un’energia positiva che nessun altro mezzo al mondo potrà mai. Non potro’ mai dimenticare certi posti, certi tramonti o soltanto la minima soddisfazione di scoprire certi luoghi quasi per caso. Spiagge immense abbandonate (fortunatamente) dall’uomo, che si cullano tra un tramonto dai colori degni di una tavolozza di un pittore e canguri saltellanti e liberi a pochi passi da te. Te, così padrone del Mondo in quel momento ma così inerme. Te, che ti basta vivere un posto così soltanto respirando la stessa aria che per te non potrà mai essere la stessa di un altro angolo del Pianeta.

Il 2013 è stato per me quindi l’anno che fa rima con Australia, con Sydney, con avventura. Il 2013 è stato l’anno del viaggiare, dello scoprire, del crescere. Il 2013 per me è stato l’anno di Bondi Beach, dei muffins, del surf, dei 47 gradi, di Del Piero tutte le domeniche, dell’infradito e del camminare scalzo per Sydney. Il 2013 è stato l’anno della guida a sinistra, dei koala, dei canguri, dello stipendio settimanale, dei dollari coloratissimi, dei succhi di frutta dentro contenitori enormi, del Capodanno 10 ore prima dell’Italia, della casa condivisa con gente da ogni parte del mondo. Il 2013 è stato l’anno di Armani, di ristoranti, di locali, di lavori mai fatti, delle chiamate con Viber, con Skype, degli addii, degli arrivederci, del “ci rivedremo”, del “le faremo sapere”, del “quando torni? Mi manchi!”, del “basta mettere foto in spiaggia”. Il 2013 è stato l’anno dei viaggi nel Queensland, in Malesia, lo scalo in Uzbekistan, il pullman da Milano a Torino e rivedere la mia città dopo un anno. Il 2013 è stato l’anno che mi ha portato via mio nonno, l’anno che non potrà mai farmi dimenticare la maestosa bellezza e le espressioni delle facce dei miei familiari e dei miei amici quando, di sopresa dopo un anno, mi ripresentai sulla porta di casa. Dopo un anno. Di sorpresa. L’ennesima ricordo più bello della mia vita.

Beh quindi mio caro 2014 che stai per arrivare, sentirai un bel pò di pressione dato che, spero per te, dovrai superare le emozioni che questo anno che sta per finire mi ha regalato. Cosa ti chiedo quindi? Chiedo che tu sia saggio, che tu sappia indirizzarmi verso la direzione giusta, poi, per la strada ci penso io. Che io scelga la strada o un sentiero poco importa, l’importante è che prima o dopo mi porti alla destinazione. Ti chiedo anche che tu sia avventuriero ma soprattutto profondo. Voglio che tu sia ricordato per aver riempito i miei occhi e il mio cuore di cose belle, di quelle cose che ti rimangono, di quelle cose che anche chiudendo gli occhi le senti sempre lì, come se fossero ancora con te. Luoghi, canzoni, persone. Soltanto chiudendo gli occhi. Voglio che tu sia un buon maestro in questo mio percorso chiamato Vita. Voglio che tu mi faccia vedere, non solo guardare. Voglio soprattutto che tu non mi tolga mai e poi mai la voglia che ho di scoprire, ogni giorno di più.

Mio caro 2014, la sfida sta per iniziare. Vinca il migliore!

Daniel Mazza

 

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.