Il sogno continua: il mio primo Natale in infradito

E’ dal 31 Ottobre che non scrivevo un articolo sulla mia esperienza australiana. Dal 31 Ottobre ad oggi sono cambiate molte cose.

Vista di Circular Quay dai Botanical Gardens

Si parte da Movember (proprio con la M), la ricerca continua di casa e lavoro, il mio nome trasformato ormai in DENIEL, le colazioni con i Muffins, il “Goodmorning Mate” australiano, le pizze con gusti impossibili, i ristoranti che chiudono alle 22, il lavoro trovato in extremis, la casa in centro, l’arrivo dell’Estate a Dicembre, tutti in giro con costume e piedi nudi, camminare e incontrare Russell Crowe, l’arrivo del primo Natale “al caldo”, il sole che ti abbronza anche con i nuvoloni,  i Babbi Natale con il surf sotto braccio, le vetrine dei negozi addobbate con la neve quando fuori la gente che le ammira con costume e infradito, il Barbecue in spiaggia del 25, le telecamere di National Geo in spiaggia, gli allarmi squalo con sirene e elicotteri, l’inizio dei saldi il 26 con il Boxing Day e un fiume di persone pronte a riversarsi in strada alla ricerca dell’offerta, centinaia di metri di code davanti ai negozi, a sorpresa un contratto lavorativo da Armani, la cena con gli amici per festeggiare, le birre che in Australia sono un pò come l’ossigeno, poi il Capodanno, la gente piazzata con le tende a mo’ di pic nic dalla sera prima, l’inizio dello show alle 18 del 31, sfilata di navi, show aerei, fuochi di preparazione ogni ora prima del countdown che ci accompagna alla mezzanotte con i fuochi sull’Harbour Bridge, i più belli al mondo, 12 minuti di bocche spalancate ad ammirarli, poi le code chilometriche per tornare in città, guardare l’alba a Bondi Beach scrivendo sulla sabbia 2013 con le onde che ci accarezzavano, poi la prima guida, volante a destra e senso di marcia a sinistra, direzione Jervis Bay, spiaggia bianca, delfini a 50metri dalla riva e canguri lungo le strade, tra i cartelli che ti avvisano della loro simpatica presenza.

 

Questo a grandi linee è ciò che è successo in tutto questo tempo e ho dovuto ripercorrere queste giornate attraverso tutti i miei status, ironici e non, postati in questo periodo su Facebook. Mi sembra che sia passata una Vita, il 18 Gennaio sono già 3 mesi e io pian piano mi sento sempre più parte integrante di questo Paese.

 

Non voglio vedere i koala! Se ne vedo troppi tutti insieme ho paura che si koalizzino.

 

Questo è uno degli status che rappresenta il mio modo di viversi l’Australia. Raccontarla ma sempre in maniera ironica, magari senza prendermi troppo sul serio, cercare di incuriosirvi e perchè no, invitarvi a fare la stessa esperienza!
Cosa ho imparato in questi primi mesi di esperienza “Aussie”? Che il migliore amico dell’uomo all’estero è Google Maps, che qui gli insetti sono talmente grossi che indossano scarpe da ginnastica, che per prendere il pullman ci si mette in fila, che per mia sfortuna con 10 ore di fuso orario in avanti ogni Sabato sarò il primo a vedere “C’è posta per te”, che qui i koala non si chiamano Ciuffo, che il Mondo è troppo grande x fermarsi in un posto solo!

 

In Australia si vive in serenità e predomina il pensiero del vivere senza pensieri. “Hakuna Matata” come dicono in Africa, “No worries” come dicono qui. E’ arrivato Novembre e io scopro l’iniziativa MoVember. “Mo” come “Moustache” ovvero baffi. Per tutto il mese di Novembre gli uomini esibendo i propri baffi mostrano solidarietà per tutti coloro che vengono colpiti dal tumore alla prostata. Magari ero indietro io, ma questo movimento solidale l’ho scoperto solo quest’anno e l’Australia non è l’unico Paese ad adottare questa iniziativa. Ed ecco che come per magia la città si popola di ometti baffuti: la Qantas, compagnia australiana, “addobba” i propri aerei con due bei baffoni giganti in bella vista (come potete vedere in questo articolo), i locali offrono sconti a chi si presenta con i baffi e su YouTube impazzano le parodie per chi sfoggia questo baffetto anche dopo Novembre. C’è da dire che io ho accolto questa iniziaiva per provare il baffo vintage.

Vado avanti con la mia avventura e a Novembre finalmente riesco a trovare sistemazione lavorativa. Prima in un ristorante e poi, fortunosamente, in una boutique Armani. Il periodo di prova si trasforma in un impegno settimanale e io sono già felicissimo per questa esperienza anche se so che potrebbe concludersi da un momento all’altro. Ma non ci penso e vado avanti per la mia strada vivendo al massimo ogni mia giornata contento di avere questa opportunità.

Vivendo in Australia scopri quanto siano immense le distanze. Sembra tutto vicino ma non è così. Pensare che da una costa all’altra ci si mettano 6 ore di volo con annesso altro fuso orario e pensare che tutti i Paesi europei stiano nel perimetro dell’Australia è un’altra dimostrazione di quanto sia immenso questo Paese.

Vivendo in Australia impari una cosa: “Friend, Mate, Dude, Buddy, Bro. Qua usano tante parole ma il significato è uno solo: AMICO. Non dimenticate mai i vostri veri amici, quelli che c’erano con voi nei momenti difficili e che gioivano nei momenti più esaltanti. Perchè è troppo facile tirare fuori il sorriso soltanto quando ci serve qualcosa o quando il carro è in festa. Il carro si traina tutti insieme, le difficoltà si superano prendendosi il carro sulle spalle. Un sorriso lo si ha per tutti ma sul carro dei vincitori ci salgono solo i veri amici, i fratelli che ti scegli”

Vivendo in Australia ti capita di essere in fila per fare il biglietto del treno proprio quando arriva un signore che ti dice “Tieni il mio settimanale, domani parto e non lo uso più”

Nel mentre continua la mia forsennata ricerca di una casa e c’è un episodio simpatico che vorrei raccontare. Spulciando sul mio profilo il mio status recitava così:

Oggi vado a vedere una casa da prendere in affitto. Appena entro, al tavolo erano sedute 4 ragazze svedesi. Fermo il proprietario e gli dico: “Non voglio nemmeno vedere le stanze, la prendo!”

Finalmente arriva il primo stipendio Australiano e la gioia che provo dentro è indescrivibile, non tanto per il valore economico, ma per quello morale, perchè senti che i frutti di ciò che con tanta fatica hai inseguito da sempre, stanno arrivando. E allora pensi il Mondo offre milioni di opportunità e sarebbe uno spreco osservarlo senza mettersi in gioco. Credete sempre nei vostri sogni e sentitevi vivi, perchè questo è quello che sto provando io.

E allora pian piano anche Novembre se ne va e puntuale arriva l’Estate Australiana, il Primo Dicembre. 38 gradi. In città incominciano ad addobbare ogni cosa per questo strano Natale in infradito, le camicie hawaiane e floreali dominano, i costumi nemmeno a dirlo, la gente non si fa problemi a camminare scalza, mi ferma gente in giacca e cravatta ma con le corna da renna in testa per promuovere iniziative natalizie ma non riesci a rimanere serio, ti fai un giro per le strade del centro e passi dal QVB con già tutte le lucine natalizie a rendere magica l’atmosfera e l’albero di 3 piani di Swarovski, poi in Elizabeth street le vetrine sono tutte “animate” con tanto di Babbo Natale e renne che danzano con musichetta natalizia di sottofondo. Foto e Video si sprecano. Per la città si vedono spot natalizi con il mitico Santa Claus in tenuta da surfista e la scritta “The perfect Aussie Christmas” – “Il perfetto Natale Australiano”.

“Ci sono un italiano, un austriaco, una francese, una olandese e una svedese… Non è una barzelletta, è casa mia!”

Infatti il Natale mi regala anche la gioia di aver trovato finalmente casa, in centro. Come volevo io. Solo così posso godermi le luci dei grattacieli ogni volta che voglio, semplicemente alzando gli occhi al cielo. Solo così posso sentirmi per metà a New York e per metà a Miami. E sì, perchè il via vai della city con tutti questi business-man, bluetooth, 24 ore, cravatte come se piovessero, affiancati da omoni con i capelli al vento con sottobraccio la propria tavola da surf. Un mix devastante!

E poi al ridosso del Natale il tu per tu con i Maya. Ho vinto io! 21 Dicembre 2012. Il mio status recitava così:

E il tanto atteso Natale Australiano arriva. Arriva e si porta dietro un pò di quella malinconia che ti fa pensare quanto sia strano il Natale in infradito, anche se la magia della neve, con la famiglia stretta attorno al calore di un camino non si batte!

In 50 secondi la magia delle Luci Natalizie proiettate sulla St.Mary’s Cathedral per Natale

 

26 Dicembre. Boxing Day. Gente Ovunque. Iniziano i saldi. Con tutta questa gente mi viene quasi da pensare che i Maya allora abbiano sbagliato data. Guardare questa foto per credere!

Siamo arrivati al 26 Dicembre. Nel prossimo articolo parlerò del magico Capodanno Australiano con i fuochi più belli del Mondo e delle splendide spiagge bianche di Jervis Bay!

…..CONTINUA!

Daniel Mazza

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.