Gli aerei più pazzi del mondo. Nudisti, sessisti d'alta quota e jet per animali.

Le compagnie tradizionali rendono sempre meno e negli ultimi anni sono decollati (per poi spesso fallire) vettori “su misura” per tutti i gusti: dai jet riservati ai quattrozampe a quelli con equipaggio transgender fino ai viaggi per fumatori o per gli amanti dei brividi d’amore ad alta quota

[Repubblica.it]

“Benvenuti a bordo del volo Pa 12. Vi preghiamo di agganciare il guinzaglio, stivare ciotole e crocchette nell’apposito scomparto davanti a voi e – se possibile – non abbaiare durante il decollo”. La povera Laika, bastardina spedita (e dispersa) nello spazio a bordo dello Sputnik, non c’entra niente. Il trasporto aereo è in crisi. Troppe aerolinee vanno a caccia di pochi clienti. Sempre gli stessi. E così da qualche anno a questa parte è decollata (con alterni successi) la caccia al passeggero esotico: cani, gatti, porcellini vietnamiti. Ma anche nudisti, fumatori, amanti dei brividi d’amore ad alta quota. Specie diverse, un’unica certezza: la loro disponibilità a mettere mano al portafoglio e pagare fior di quattrini pur di imbarcarsi su una compagnia disegnata su misura per le proprie esigenze.

Provare per credere. La vita dei quattrozampe a stelle e strisce è cambiata da quando nel 2006 in Florida è nata Pet Airways. Fino ad allora, i trasporti aerei per animali erano una tortura. Ore d’attesa in gabbie claustrofobiche, viaggi da brividi nel ventre gelido dei Boeing (tra 2005 e 2010 nelle stive dei jet Usa sono morti 122 cani), procedure doganali inumane anche per un bestia. Quando Dan Wiesel ha sottoposto la sua spaventatissima Zoe a questa trafila, ha fiutato l’affare. I cani hanno un’anima, ha pensato. Ma, soprattutto, i loro padroni hanno un portafoglio. Detto, fatto: ha attrezzato due aerei con 40 gabbiette riscaldate, addestrato il personale di bordo alla cura dei migliori
amici dell’uomo. Ha creato apposite vip-lounge negli aeroporti dove salutare e imbarcare le adorate creature. E così in pochi anni ha fatto volare in totale relax e comfort (a prezzi tra 100 e 1.200 dollari) 7mila “clienti” compreso un maiale nano, accuditi per ogni necessità da incantevoli hostess.

Il trasporto aereo, naturalmente, non è un business facile nemmeno quando fai volare cani e gatti. E la Pet Airways nel 2012 ha attraversato momenti difficili. Ma il suo esempio è stato contagioso. Un’altra categoria “protetta” nei cieli è quella dei fumatori. Specie reietta, confinata in mini-camere a gas negli aeroporti e costretta a ore d’astinenza sui voli a lungo raggio. Una sigaretta, in questi casi, non ha prezzo. E così nel 2006 Alexander Schoppman ha lanciato la Smokers’ International Airline (Smintair). Due Boeing 747 ridisegnati con prima classe e business e riservati a tabagisti disposti a spendere una fortuna pur di concedersi sigarette a volontà in viaggio. Il manager ha raccolto 300 milioni per varare il progetto sulla Dusseldorf-Tokyo (il 29% dei tedeschi e il 45% dei giapponesi è nicotina-dipendente). Prezzo: tra 4.500 e 8mila dollari. Ma il suo sogno volante è andato in fumo alla vigilia del decollo, stoppato da una legge ad hoc approvata a Berlino.

 

 

Un po’ meglio è andata alla Naked Air, la compagnia per nudisti. Slogan di lancio: “L’unica cosa che devi indossare a bordo è la cintura di sicurezza”. Il 3 maggio 2003 è partito il suo primo volo con 99 passeggeri in costume adamitico sulla rotta Miami-Cancun. E’ stato anche l’ultimo, perché dopo aver visionato foto e video postati su internet, il governo Usa ha pudicamente negato ulteriori autorizzazioni. A prova di buoncostume (e forse non a caso di maggior, ancorchè effimero, successo) è stata l’esperienza della indiana Mdlr. Nata nel 2007, ha plasmato il suo servizio sulle strette regole dell’osservanza induista: piatti vegetariani, zero alcol a bordo, nessun eccesso. E servizi ad hoc sulle rotte dei pellegrinaggi per venerare Shiva, Brahama, Parvati e Vishnu. I favori degli dei non sono stati però sufficienti. E nel 2009 la Mldr ha fatto crac.

Pazienza. L’amore divino non sempre funziona, nemmeno nel regno dei cieli. E anche quello terreno, una volta staccati i piedi da terra, fatica a decollare. Ne sa qualcosa Greg Justo, australiano di Brisbane che nel 2005 ha lanciato le “Sexspedition” della sua Erotic Airways. Ha attrezzato la cabina di un Beechcraft con letto a due piazze, lenzuola di seta e vetrata panoramica. L’ha isolato (acusticamente e visivamente) dalla cabina di pilotaggio e ha iniziato a offrire 60 minuti di volo a 725 dollari per coppie in cerca di brividi ad alta quota. Champagne, cioccolato e preservativi offerti dalla ditta. L’idea ha funzionato. Ma dopo qualche centinaio di voli dell’amore (comprensivi di diploma “Mile high sex experience certificate” all’atterraggio) Justo ha alzato bandiera bianca causa crisi. E oggi il suo love-jet è fermo in un hangar in attesa di tempi migliori.

Chi non risica però non rosica. E così, sfidando convenzioni e luoghi comuni, la thailandese Pc Airlines ha lanciato un anno fa il volo Bangkok-Hong Kong con servizio a bordo garantito da quattro hostess transessuali. “Avevamo pubblicato l’annuncio con una generica offerta di lavoro aperta a tutti e ci hanno risposto ben 100 trans – ha raccontato l’ad della Pc -. E ci siamo detti: Perché no?”. La Pc è stata fermata pochi giorni fa dall’ennesima crisi finanziaria del trasporto aereo. “Colpa di fatture non pagate dal nostro agente coreano”, dicono alla compagnia. Il volo transgender, assicurano, era sempre pieno. E la Thai Airways, dice il tam-tam locale, ha già iniziato a corteggiare i (o meglio le) loro dipendenti.

 

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.