Ryanair ci riprova: "Le cinture? Inutili, meglio viaggiare in piedi e spendere meno"

Così Michael O’Leary intende perorare la sua causa: introdurre sugli aerei i posti in piedi

Michael O’Leary è noto per i modi spicci, l’eloquio non sempre elegantissimo e le idee quantomeno bizzarre. Come l’ultima di voler destinare la parte posteriore dei voli della Ryanair – compagnia di cui è amministratore delegato – ai viaggiatori in piedi, «perché in fondo l’aereo non è altro che un fottuto autobus con le ali ed è assurdo pagare 500 sterline per andare da un posto all’altro ed è meglio spendere quei soldi per fare altro». Infatti, se mai le autorità dovessero accogliere la sua proposta (tuttora bocciata per motivi di sicurezza da quelli che lui stesso definisce «un branco d’imbecilli»), O’Leary assicura che una «corsa in piedi» su un volo Ryanair costerebbe appena 1 sterlina e si dice sicuro che «fra un posto seduto a 25 sterline e uno in piedi a 1 sterlina, tutti sceglierebbero subito quest’ultimo».

L’INIZIATIVA CONTROVERSA E LA PROVOCAZIONE – Peccato però che per sponsorizzare la sua controversa iniziativa (che prevede l’eliminazione di dieci file posteriori di sedili su ogni aereo per recuperare lo spazio necessario ai viaggiatori in verticale) il boss della Ryanair si sia scagliato contro le cinture di sicurezza attualmente in dotazione sugli aerei, bollandole sul Telegraph come «totalmente inutili e imposte da persone (i boss dell’aviazione, ndr) che si sentono come James Bond e che dopo 50 anni sono ancora convinte che volare sia una meravigliosa esperienza sessuale e non semplicemente un modo veloce per raggiungere una destinazione. Se ci fosse un incidente aereo, Dio non voglia, le cinture non salverebbero proprio nessuno, perché non servono a niente. Del resto, non ne hai bisogno sulla metropolitana e nemmeno sui treni che viaggiano a 120 miglia all’ora e se questi si schiantano, si muore tutti».

LE NORME – Le attuali norme impongono ai passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza durante le manovre di decollo ed atterraggio e in presenza di turbolenze («ma siamo in Europa e qui non ci sono zone di grande turbolenza», obietta ancora il signor Ryanair). Una prassi che sarebbe però impossibile da seguire in caso di viaggio in piedi, con comprensibile rischio per i passeggeri. «Tutte storie – conclude O’Leary – perché basterebbe attaccarsi ad una semplice maniglia al momento dell’atterraggio e non ci sarebbero problemi». Che si tratti dell’ennesima provocazione in stile Ryanair oppure no, meglio comunque continuare per ora a dar retta alla hostess e ad allacciare le cinture.

Corriere.it

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.