Le sette novità nei viaggi aerei

Dagli scanner facciali allo smartphone che funziona come carta d’imbarco. Il viaggiatore potrà “taggare” la sua borsa e partire da un gate automatico. Senza bisogno di hostess e steward

 

Imbarco fai-da-te, scansione al volto e cellulare usato come carta d’imbarco. Sono queste alcune delle novità che trasformeranno gli aeroporti europei e non in hub all’ultima tecnologia. Tra il 5 e 7 settembre centinaia di rappresentanti delle compagnie aeree e delle stazioni aeroportuali di tutto il mondo si incontreranno a Vancouver per una conferenza che mette in mostra le ultime novità sul trasporto aereo.

 

Il 27 giugno, il McCarran Airport di Las Vegas ha inaugurato un terzo terminale per i voli nazionali e internazionali. Tutti e 14 gli accessi del terminal (dove JetBlue è la compagnia principale) sono dotati di software di auto-imbarco. I passeggeri potranno così far scansionare le loro carte d’imbarco per aprire le porte e raggiungere il veivolo. Altre compagnie stanno usando lo stesso metodo ma accompagnato ancora dal personale di terra. Lo scorso anno, Lufthansa ha installato cancelli simili nei suoi tre hub di Francoforte, Dusseldorf e Monaco di Baviera.

Sempre nel McCarran il terzo terminal ha anche messo in atto un sistema di gestione bagagli, dove sulle valige registrate viene attaccato un cartellino integrato con un chip a radio-frequency identification (RFID). Il chip trasmette un segnale unico, simile a quello di un trasmettitore radio. Non solo, i suoi tag sono acquisibili più facilmente e rapidamente di etichette con codici a barre. Questo aiuta nel portare sulla giusta rotta le valige e a ritrovare quelle smarrite. L’aeroporto ha installato 55 sensori per tracciare il babgaglio ad ogni fermata, dal check in al ritiro. Alcuni terminal come Lisbona e Milano, e alcune compagnie aeree come Qantas, hanno sperimentato già la tecnologia RFID.

Questo autunno, Easyjet testerà il software “Halo” ovvero dispositivi (tablet e PC) collegati in modalità wireless al sistema di prenotazione della compagnia. Questo permetterà all’equipaggio sia di rimanere tra i passeggeri nel terminal che di elaborare transazioni semplici, senza stare fissi ad una postazione. Una prenotazione che rimane in continuo aggiornamento, come ad esempio la priorità di imbarco, anche mentre si aspetta al gate. Gli aeroporti-cavia saranno quelli di Amsterdam, Barcellona, ​​Basilea, Edimburgo e Ginevra.

Questa estate Alaska Airlines è diventata la prima compagnia aerea statunitense dotata di macchine che consentono ai passeggeri di “taggare” direttamente i bagagli . Dopo il successo al Redmond Airport, in Oregon, le macchine sono state inserite anche nell’hub di Seattle-Tacoma International, a Washington. Niente check-in al banco. I passeggeri utilizzano un chiosco dell’aeroporto che stampa il tag della borsa, con destinazione e dati. Il cliente non fa altro che mettere il tag al bagaglio e consegnare la valigia ad un agente che la pone sul nastro trasportatore. La procedura automatizzata dà ai viaggiatori abituali la possibilità di evitare di rimanere impantanati in coda dietro viaggiatori inesperti durante il controllo bagagli.

Alaska Airlines prevede di aggiungere le macchine per gli aeroporti di Fort Lauderdale, in Florida, Philadelphia, Pennsylvania, Monterey e San Diego, California. American Airlines segue il trend con chioschi auto-tagging e dispositivi già operativi in ​​Austin, Texas. Seguiranno New York, Chicago e Los Angeles.

 

 

Londra Heathrow necessitava di una soluzione di sicurezza per evitare clandestini a bordo. I passeggeri dei voli nazionali e internazionali, attendono tutti insieme in uno spazio comune prima di essere convocati al gate. La preoccupazione del personale era quella di un possibile scambio di carte d’imbarco eludendo i controlli immigrazione. A partire da settembre, alcuni passeggeri al terminal di Heathrow avranno il volto scansionato, e una volta identificati potranno lasciare la zona di partenza comune.
Ad esempio, per andare a un gate e prendere un volo, i passeggeri si avvicineranno a una porta automatica e mostreranno la carta d’imbarco con codice a barre su uno scanner. Poi, una luce a infrarossi lampeggerà sul volto di ogni viaggiatore, per circa cinque secondi, il tempo utile per identificare una persona (anche nervosa) a un massimo di 3 piedi di distanza.
La macchina abbina le immagini del volto del passeggero con le immagini nel database. Se non ci sono problemi le porte automatiche si apriranno, permettendo all’utente di raggiungere il mezzo. La scansione facciale è utile oltre per la sicurrrezza anche per individuare la clientela che ha prenotato in prima classe.

Se a Heathrow pensano al volto a Londra Gatwick si sperimenta la scansione dell’iride per risolvere lo stesso problema. Sono utilizzati dispositivi di riconoscimento, in grado di registrare l’iride come una forma di identificazione. Analogamente a Heathrow, i passeggeri devono essere sottoposti a scansione per entrare ed uscire dalla sala partenze. In passato il vecchio iris scanner ha spesso causato ritardi ed errori. Ma con le nuove macchine AOptix la scansione non solo è diventata molto più veloce ma è in grado di rilevare anche una persona inquieta fino a 6 piedi di distanza. Ci vogliono circa otto secondi per registrare il pattern per entrambi gli occhi sul primo ciclo di scansione del passeggero e circa due secondi in scansioni successive di riconoscerle in un secondo momento.

Circa il 15% degli smartphone Android, contengono i chip NFC, in grado di emettere un segnale di corto raggio che trasmette i dati anche quando il dispositivo è spento. Questi chip trasformano il cellulare in uno strumento di pagamento e permettono anche di utilizzare i telefoni come carte d’imbarco. L’iPhone non ne ha ancora uno, anche se il prossimo modello potrebbe esserne dotato. Questa estate la Japan Airlines ha iniziato l’installazione di dispositivi NFC nei suoi hub a Tokyo, Osaka, Nagoya e Okinawa, diventando la prima compagnia aerea mondiale friendly smartphone. La metodologia NFC agisce come carta d’imbarco per i passeggeri dei voli interni, sollevando i clienti dalla necessità di smanettare con una app o con una e-mail con codice a barre. Questa novità permette di memorizzare i numeri di conto dei frequenti flyer, consentendo anche la possibilità di accesso alle zone exclusive delle stazioni aeroportuali. La SAS Airlines ha, da marzo, invitato i 50.000 membri del programma frequent flyer EuroBonus a usare i propri lettori NFC nelle porte degli aeroporti scandinavi per i voli nazionali. In mancanza di chip la compagnia dota i clienti di adesivi che collegati ai propri telefonini hanno lo stesso beneficio. Secondo un sondaggio della SITA (Societé Internationale de Telecommunications Aeronautique) quaranta delle 50 maggiori compagnie aeree prevedono di sperimentare la tecnologia NFC nei prossimi due anni.

Liquida

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.