Quando un incidente aereo è quasi un miracolo

Accade in Kyrgyzstan: il crash non ha fatto vittime, ma solo feriti

Un jet di costruzione sovietica, utilizzato da una compagnia aerea del Kirghizistan, è protagonista di un incidente che ha un po’ dell’incredibile: si è rotta un’ala, l’aereo si è rovesciato e ha preso fuoco nel tentativo di atterrare nella nebbia profonda nel Kirghizistan meridionale. Incredibilmente, non si conta nessun morto, ma solo 31 passeggeri feriti.

Il Tu-134 di costruzione sovietica, gestito da operatori del Kirghizistan, era decollato dalla capitale Bishkek e aveva volato senza problemi fino al momento dell’atterraggio nell’aeroporto della città di Osh, come ha raccontato Ilyas Egemberdiyev, un portavoce della compagnia aerea.

I soccorritori hanno rapidamente estinto l’incendio ed evacuato gli 82 passeggeri presenti a bordo, insieme ai sei membri dell’equipaggio. Il Ministro per le Situazioni di Emergenza del Kyrgyzstan, Kubatbek Boronov, ha annunciato il bilancio dell’incidente: nessun morto, 31 persone sono rimaste ferite e 17 di loro sono state ricoverate in ospedale.

NESSUN COMMENTO – Secondo quanto riportato dall’Huffington Post, i funzionari locali hanno rifiutato di commentare le possibili cause del disastro. Un gruppo di alti funzionari guidati dal primo ministro nella nazione ha deciso di volare a Osh per aprire un’indagine sul caso, ma ha dovuto ritardare il viaggio a causa della fitta nebbia e dei forti venti registrati al momento nella zona. L’aereo bimotore Tu-134, insieme al suo fratello maggiore Tu-154, è stato il cavallo di battaglia dell’aviazione civile sovietica e poi russa a partire dal 1960, con oltre 800 aerei costruiti da allora. Di questi, numerosi aerei sono rimasti in servizio, utilizzati da compagnie post-sovietiche. Negli ultimi anni, la Russia e altre nazioni ex-sovietiche hanno collezionato alcuni dei peggiori record del mondo per quanto riguarda la sicurezza del traffico aereo. Gli esperti danno la colpa dell’invecchiamento del veivolo alla scarsa manutenzione, ai rari controlli da parte del governo, all’insufficiente formazione dei piloti e alla mentalità che predilige la riduzione dei costi alla sicurezza.

 

Fonte: Giornalettismo

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Daniel Mazza
Viaggiatore classe '88, blogger per passione e creatore di MondoAeroporto. Il 2014 mi ha regalato un libro. Vivo con la valigia pronta e con il sorriso in tasca.